Smettere di acquistare carne dal Brasile, la proposta della Finlandia dopo gli incendi in Amazzonia

Piante, alberi e animali raggiunti dalle fiamme, le immagini dell’Amazzonia che brucia hanno fatto il giro del mondo e gli Stati europei iniziano a pensare a delle misure di lungo periodo. Come la Finlandia che avanza l’ipotesi di bloccare l’importazione di carne brasiliana.

Mentre continua il botta e risposta tra il presidente brasiliano Jair Bolsonaro che accusa le Ong di aver appiccato il fuoco e ambientalisti e tribù indigene che puntano il dito contro allevatori e agricoltori, c’è già chi pensa al post incendio.

E’ Mika Lintilä ministro delle finanze della Finlandia che durante il G7 di Biarritz in Francia di un paio di giorni fa, ha proposto all’Unione europea di prendere in considerazione la possibilità di vietare le importazioni di carne bovina dal Brasile, un’attività produttiva che favorisce la deforestazione nell’Amazzonia brasiliana.

Infatti se, secondo Bolsonaro, sarebbero le ong ad aver appiccato il fuoco per vendicarsi contro il governo che ha tagliato i fondi, secondo gli ambientalisti sul banco degli imputati ci sono gli allevatori di bestiame e gli agricoltori che avrebbero creato questa situazione, per poi ritrovarsi terra libera per piantagioni e allevamenti intensivi.

Da qui, l’idea del ministro finlandese di esortare le istituzioni europee a “capire urgentemente se è possibile frenare le importazioni di carne di manzo dal Brasile nei paesi dell’Unione europea come risposta di dissenso agli incendi” di quello che viene considerato il polmone verde del mondo.

Mika Lintilä condannando fermamente la distruzione della foresta pluviale amazzonica chiede delle misure concrete, come il blocco dell’importazione di carne brasiliana, ma non è detto che la Commissione europea, che ha pieni poteri nelle aree commerciali, accetti la proposta per motivi giuridici. Attualmente, la Finlandia detiene la presidenza di turno dell’Unione europea.

“Sono davvero preoccupato per l’atteggiamento che il Brasile sembra aver adottato rispetto ai propri incendi. Il Brasile dovrebbe fare tutto il possibile per estinguere gli incendi che rappresentano un pericolo per tutta la civiltà”, dice il primo ministro finlandese, Antti Rinne.

Nel 2018, il Brasile ha esportato 118,3 mila tonnellate di carne bovina nell’Unione europea, che ha prodotto 728 milioni di dollari americani, secondo i dati dell’Associazione brasiliana delle industrie esportatrici di carne (Abiec).

Durante il G7, tutta la comunità ha espresso preoccupazione, ma alla domanda su come l’esecutivo della comunità possa fare pressione sul presidente brasiliano Jair Boslonaro affinché si conformi alle norme ambientali internazionali e all’accordo di Parigi, la portavoce della comunità Mina Andreeva ha ricordato che l’accordo commerciale tra l’UE e i paesi del Mercosur contiene disposizioni giuridicamente vincolanti che obbligano gli Stati a metterle in atto, anche se in questo momento è congelato.

Cosa succederà sul piano delle importazioni di carne? Per adesso il tutto rimane un’ipotesi, ma noi nel frattempo, nel nostro piccolo per aiutare l’Amazzonia possiamo eliminare o almeno ridurre il consumo di manzo importato dal Brasile, ridurre il consumo di carta e legno che provengono dalla foresta amazzonica, o acquistare prodotti certificati.

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Dominella Trunfio

Foto cover:Reuters

Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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