Le 12 catastrofi che minacciano l’umanita’

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

La fine del mondo dipende in gran parte dall’uomo. Non è una delle solite teorie catastrofiste ma una recente analisi condotta dalla Oxford University, che ha preso in esame i 12 principali rischi che l’umanità deve fronteggiare.

A mettere la parola fine alla vita sulla Terra potrebbero essere vari fattori. Si va dalle guerre nucleare all’immancabile asteroide proveniente dallo spazio ma a far più paura agli scienziati sono i disastri provocati dall’uomo. Il vero obiettivo dell’analisi, spiegano, non è creare inutili allarmismi e valutare gli impatti dei rischi: “Il suo scopo fondamentale è quello di incoraggiare la collaborazione globale e utilizzare questa nuova categorizzazione del rischio come motore dell’innovazione”. “Non vi è ancora alcun approccio coordinato per affrontare questo gruppo di rischi e trasformarli in opportunità”.

Le 12 minacce globali che minacciano l’umanità sono state classificate in 4 categorie: i rischi attuali che comprendono quelli che attualmente minacciano l’umanità a causa dello sviluppo economico e tecnologico; le sfide esogene sono quelle in cui la probabilità di base di un evento è fuori controllo umano, ma dove l’entità dell’impatto può essere influenzata; i rischi emergenti potrebbero contribuire a ridurre quelli associati alle sfide attuali e infine vi sono i rischi della politica globale, ovvero le minacce derivanti dalla futura governance mondiale.

Eccoli qui di seguito:

Rischi attuali

Sono 5, quasi la metà del totale. Di questa classe fanno parte i cambiamenti climatici, la catastrofe ecologica, le guerre nucleari, le pandemie e il collasso del sistema globale.

Il riscaldamento potrebbe essere molto più estremo rispetto alle stime medie. Si parla attualmente di gestire l’aumento globale delle temperature all’interno di 2°C, rispetto alla minaccia dei 4°, le cui conseguenze sarebbero davvero gravi. Da esse dipenderebbero anche il rilascio di metano dal permafrost o la scomparsa della foresta pluviale amazzonica. L’impatto del riscaldamento globale sarebbe più forte nei paesi più poveri, al punto da renderli inabitabili. In parte legata a questa, vi è anche la catastrofe ecologica, con la sofferenza degli ecosistemi e la riduzione della capacità di carico per tutti gli organismi. Questa, portata all’estremo, causerebbe l’ estinzione di massa. Gli esseri umani sono parte dell’ecosistema globale e dipendono da esso. Fatevi due conti.

12cause

Rischi esogeni

Vi sono poi i rischi esogeni, ossia quelli provenienti da fattori esterni, come l’arrivo di un asteroide e l’eruzione di un supervulcano. In questo caso, l’uomo non c’entra nulla ma può fare qualcosa, lavorando per mitigare i danni e studiando soluzioni preventive.

Rischi emergenti

Non potevano mancare fattori come la biologia sintetica, le nanotecnologie, l’intelligenza artificiale e altri classificati come “incerti”. In questo caso, ancora una volta, la minaccia arriva dall’uomo stesso.

Rischio politico globale

Infine, a preoccupare gli scienziati sono le future governance a livello globale. La gravità dei fallimenti della politica è legata alle vittime provocate, soprattutto se in futuro il malgoverno si tradurrà in un crollo del sistema mondiale.

Francesca Mancuso

LEGGI anche:

Doomsday Clock: quei 3 minuti che mancano al collasso

Doomsday Clock: apocalisse più vicina di un minuto per nucleare e cambiamenti climatici

Cambiamenti climatici: 4 scenari possibili dell’aumento delle temperature (infografica)

Cambiamenti climatici: e’ colpa dell’uomo. Il negazionista cambia idea sul riscaldamento globale

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
Mediterranea

Olio di oliva e materie prime a km0: come nasce una crema Mediterranea

Misura

In arrivo più di 13mila nuovi alberi in Italia, dai calanchi di Matera all’agricoltura urbana di Milano

Orto d’Autore

Come scegliere una marmellata buona e di qualità

Schär

Schär Bio, il gluten free biologico che ha contribuito a far nascere una foresta

Miomojo

Le borse vegan tutte italiane realizzate con “pelle di cactus” e scarti delle mele

Naturale Bio

Tè matcha per restare in forma: come introdurlo nella propria dieta

Cristalfarma
NaturaleBio
Seguici su Instagram
seguici su Facebook