La fame uccide più della pandemia: ogni minuto più morti per scarsità di cibo che per il coronavirus

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Il virus della fame si moltiplica”: con questo rapporto l’Ong Oxfam denuncia la gravità della situazione fame nel mondo, che uccide di più della pandemia in corso e che è usata addirittura come arma nei conflitti. Contro individui inermi, spesso bambini indifesi.

Siamo in pericolo, anche per causa nostra: ondate di caldo estremo, carestie, malattie, tutto provocato dalla catastrofe climatica sta per spazzare via l’umanità. Lo aveva denunciato proprio pochi giorni fa l’Onu in un report shock.

Leggi anche: Ondate di caldo estremo, carestie, malattie: la catastrofe climatica sta per spazzare via l’umanità. Report shock dell’Onu

Ma non è tutto: alla mancanza di cibo (o meglio, alla sua atroce mal distribuzione) si aggiungono i conflitti, esacerbati a volte proprio da tutto questo, in una spirale di morte che ci sta trascinando in basso. E nella quale la pandemia in corso è “quasi un dettaglio”.

Ogni minuto infatti, denuncia l’Oxfam, muoiono più persone per fame che per l’infezione da SARS-CoV-2, il quale, comunque, deve essere sconfitto al più presto. Le stime indicano che 11 persone potrebbero morire ogni minuto per fame acuta contro le 7 vittime al minuto per la Covid-19: la fame, dunque, è una piaga peggiore della pandemia. E deve essere fermata subito.

Tutto, chiaramente, è collegato, ahinoi. La crisi climatica che stiamo affrontando, frutto di cause naturali ma anche delle nostre assurde politiche verso l’ambiente, ha esasperato le differenze sociali, inasprito i conflitti e dunque sta incidendo su carestie e fame. E in tutto questo, la ricerca di risorse sul nostro pianeta, ormai ai limiti delle sue capacità, ha dato il via libera alle pandemie.

Leggi anche: L’OMS associa la pandemia di coronavirus al cambiamento climatico: “era solo una questione di tempo”

Dall’avvento della pandemia, i conflitti sono stati i maggiori responsabili della fame globale – tuona l’Oxfam – É principalmente a causa di essi che quasi 100 milioni di abitanti di 23 Paesi afflitti dalla guerra hanno raggiunto livelli critici o più che critici di insicurezza alimentare. Nonostante gli appelli in favore di un cessate il fuoco globale che consentisse al mondo di concentrare i propri sforzi nella lotta alla pandemia, la maggior parte dei conflitti in corso è proseguita senza sosta.

la fame uccide più della covid-19

©Oxfam Italia

Anzi, la fame è atrocemente usata come arma di guerra, puntata su individui fragili e inermi. Tutto questo deve finire. E non solo per motivi “banalmente umanitari”, ma per la sopravvivenza stessa della nostra specie.

E proprio nel 2020, mentre i governi si trovavano nella necessità di reperire imponenti quantità di nuove risorse per combattere il coronavirus, la spesa militare globale è aumentata del 2,7%. Sembra assurdo ma purtroppo è la realtà.

Leggi anche: Onu: il 2020 è stato un anno terribile per il clima, temperatura media globale sempre più vicina alla soglia di +1,5°C

Cosa fare quindi?

Sconfiggere la fame è possibile – si legge sul rapporto – Le parti belligeranti devono perseguire innanzitutto la pace e i governi devono concentrare le proprie risorse su programmi di protezione sociale in risposta ai bisogni delle persone vulnerabili, cercando così di salvare vite nell’immediato, anziché investire in armi che perpetuano il conflitto e la fame. Il solo risparmio di un giorno e mezzo della spesa militare globale, pari a 8 miliardi di dollari, sarebbe sufficiente a finanziare per intero l’appello delle Nazioni Unite per la sicurezza alimentare.

La pandemia dovrebbe essere proprio il volano per cambiare rotta, agendo contro i fattori chiave della fame e cercando di ridurre fino ad eliminare le disuguaglianze che ne stanno alla base e che aggravano il divario tra ricchi e poveri.

Secondo Oxfam:

Per salvare vite oggi e in futuro, i governi devono: (1) finanziare interamente l’appello umanitario dell’ONU e sostenere la creazione di un fondo globale per la protezione sociale; (2) garantire l’accesso per scopi umanitari alle zone in conflitto e porre fine all’uso della fame quale arma di guerra; (3) forgiare la pace promuovendo la partecipazione femminile e la leadership nei processi di pace; (4) promuovere sistemi alimentari più equi, resilienti e sostenibili; (5) far sì che le donne assumano un ruolo guida nella risposta alla pandemia e nella definizione dei piani di ripresa; (6) sostenere gli sforzi per una vaccinazione universale gratuita; (7) attivarsi con urgenza per far fronte alla crisi climatica.

la fame uccide più della covid-19

©Oxfam Italia

Purtroppo non sembra si stia andando in questa direzione. Il Green Deal Europeo e gli stessi piani di resilienza varati dai governi delle Nazioni europee colpite dalla pandemia potevano, anzi, dovevano oggettivamente fare di più.

La transizione ecologica del nostro Paese è poi un concetto probabilmente poco recepito o recepito in modo “originale”, con un piano per la ripresa che punta alle colate di cemento e alle trivelle più che alla crescita green.

Leggi anche: Divieto europeo per la plastica monouso, la UE fa parziale dietrofront con il plauso e la soddisfazione del Ministro Cingolani

E intanto la gente muore. E noi non siamo salvi.

Fonti di riferimento: Oxfam Italia / Il virus della fame si moltiplica/Oxfam Italia

Leggi anche:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
Seguici su Instagram
Seguici su Facebook