Exctincion Rebellion: la pacifica e artistica protesta per salvare il Pianeta che ha invaso Londra

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Sono colorati, teatrali e molto determinati. Il movimento, che attraverso l’arte dello spettacolo sta cercando di puntare i riflettori sull’ambiente, ha messo sotto scacco Londra con i suoi vivaci manifestanti

Le proteste di Exctincion rebellion a Londra non si placano. Da quattro giorni la città e il traffico sono bloccati dai manifestanti che protestano contro i cambiamenti climatici. Bloccati treni e metro e oltre 400 persone arrestate dalla polizia. 

Da qualche mese occupa a sorpresa ponti e strade nevralgiche di Londra cercando di ottenere attenzione sul tema dei cambiamenti climatici. Per sua stessa definzione, Extinction Rebellion è una rete internazionale apolitica che utilizza azioni dirette non violente per convincere i governi ad agire sull’emergenza climatica ed ecologica.

“Abbiamo tre richieste per il Regno Unito: Il governo deve dire la verità dichiarando l’emergenza climatica ed ecologica, collaborando con altre istituzioni per comunicare l’urgenza del cambiamento. Il governo deve agire subito per arrestare la perdita di biodiversità e ridurre le emissioni di gas a effetto serra fino allo zero netto entro il 2025 e infine deve creare ed essere guidato dalle decisioni di un’Assemblea dei cittadini sul clima e sulla giustizia ecologica.

“Noi da qui non ce ne andiamo finché non ci daranno ascolto” ha detto il cofondatore del gruppo Stuart Basden.

La protesta e gli arresti

I manifestanti dal 15 aprile scorso stanno bloccando alcuni punti nevralgici di Londra, dal Waterloo Bridge al Marble Arch, da Parliament Square a Oxford Circus. Ieri pomeriggio, i quattro siti che i manifestanti avevano occupato a Londra da lunedì sono rimasti sotto il loro controllo, causando continui ritardi e deviazioni nelle aree circostanti.

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Ieri, durante il terzo giorno di proteste, gli attivisti hanno intensificato le dimostrazioni, prendendo di mira la rete ferroviaria della capitale e la casa del leader laburista, Jeremy Corbyn.

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Quattro manifestanti si sono incatenati alla recinzione esterna della casa di Corbyn, dicendo che era “la migliore speranza che questo paese avesse” per affrontare le sfide della crisi climatica, aggiungendo che erano lì per “sostenerlo” e andare oltre. Non hanno ottenuto alcuna risposta.

Il numero di arresti è impressionante. Solo ieri sono state arrestate oltre 100 persone, ha detto Scotland Yard, portando il numero totale di arresti a quasi 400. La polizia metropolitana di Londra non ha più celle disponibili, per questo molti degli attivisti fermati sono già stati trasferiti al di fuori della città, a Brighton, Essex e Luton.

Le parole dei manifestanti

Cathy Eastburn, 51 anni, ha preso parte all’interruzione dei trasporti e ha detto al Guardian che ha deciso di prendere posizione per le sue figlie adolescenti. “Non volevo essere qui oggi e sono davvero dispiaciuta per l’interruzione, ma sento di essere stata costretto a farlo. Ho due figlie e non posso restare a guardare mentre il loro futuro è minacciato. Il governo non sta facendo nulla, dobbiamo costringerlo ad agire”.

David Lambert, 60 anni, uno dei manifestanti che si è incatenato alla recinzione di Corbyn ha spiegato:

“Siamo qui perché siamo sostenitori di Jeremy Corbyn e lui è la migliore speranza che questo paese abbia per tirarci fuori da tutto questo ma abbiamo bisogno di un cambiamento di sistema e di una trasformazione della nostra economia dei consumi e sappiamo che è una persona che ha l’autorità e il potere per farlo”.

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Non solo Londra

La protesta portata avanti da mesi da Extinction Rebellion coinvolge 80 città in 33 paesi, dall’India all’Australia, e in Europa e negli Stati Uniti. A L’Aia, martedì gli attivisti hanno occupato l’edificio della corte penale internazionale.

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Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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