Ex-Ilva: 600 bambini nati malformati a Taranto in 13 anni, il dato shock che non ci vogliono far vedere

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A Taranto dal 2002 al 2015 sono nati ben 600 bambini con malformazioni. Il dato shock è contenuto “in un angolino” della Valutazione del Danno Sanitario ILVA pubblicato nel 2018, presente sul sito del ministero dell’ambiente, ma mai presentato alla stampa. Ma anche nel nuovo rapporto epidemiologico la cui presentazione ufficiale è stata rimandata a luglio. A lanciare l’allarme e puntare l’attenzione sulla notizia è Alessandro Marescotti di PeaceLink a cui fa eco anche Angelo Bonelli dei Verdi.

Il dato dei 600 bimbi con malformazioni congenite contenuto nel VDS ILVA 2018 viene approfondito nel nuovo studio epidemiologico Sentieri la cui presentazione era prevista per  il 21 maggio, ma che è stata rimandata inspiegabilmente al 4 luglio 2019. Questo dossier analizza nel dettaglio il rischio di mortalità nella città di Taranto, con un’analisi analitica dell’evoluzione delle varie patologie registrate negli anni. Un rapporto in cui, appunto, verrebbero descritti in modo sistemico anche i 600 casi di bimbi malformati per cause attribuibili all’ambiente inquinato.

dossier taranto

Dati importanti, dunque, ma sicuramente anche scomodi da presentare al ridosso delle elezioni europee. Ne era convinta la deputata LEU ex presidente di Legambiente Rossella Muroni che già la settimana scorsa aveva diffuso una nota in cui faceva presente come tale dilazione non fosse supportata da motivazioni concrete: 

“Non vorrei che il rinvio fosse l’ennesima manovra elettorale del governo per posticipare a dopo le elezioni europee la diffusione di dati poco rassicuranti sul rischio di contrarre malattie gravi e di mortalità per chi vive nei siti interessanti dallo studio, Taranto compresa”, commentava la deputata  .”Peccato – prosegue la parlamentare – che rinviare e nascondere la polvere sotto il tappeto non risolva i problemi dei cittadini. Anzi.L’ambiente è questione centrale, influenza molti aspetti della vita dei cittadini e la politica deve dargli la priorità che merita. In particolare abbiamo il dovere di tenere insieme i diritti al lavoro, alla salute e alla qualità ambientale, anche per questo serve promuovere uno sviluppo sostenibile, inclusivo e capace di futuro”.

Ma è solo dopo l’intervento di Marescotti sulle pagine di Peacelink, l’associazione che si occupa dell’inquinamento della città di Taranto, che scoppia il caso. Maresotti in attesa del dossier Sentieri, si imbatte nel dato shock e scrive:

L’informazione dei 600 bambini nati malformati a Taranto era presente nel Rapporto di Valutazione del Danno Sanitario dello stabilimento siderurgico ArcelorMittal Italia S.p.A. di Taranto del dicembre 2018. Ma io ho appreso dei 600 nati malformati solo ieri. Ieri sono saltato sulla sedia quando ho visto quei dati. E – in base a quella che è la mia nozione di giornalismo – questo numero non è una semplice informazione ma una notizia.
I casi sono due: o qualcuno aveva letto quei dati e non li aveva trasformati in notizia o semplicemente quei dati NON erano stati letti da chi poteva fare informazione giornalistica

Continuo comunque a stupirmi del fatto che vi sia stato il rinvio della presentazione dello Studio epidemiologico Sentieri da cui quel dato è stato estrapolato. Sul Rapporto di Valutazione del Danno Sanitario dello stabilimento siderurgico ArcelorMittal Italia S.p.A. di Taranto c’è uno stralcio dei dati dello Studio Sentieri. Ma presentarlo al pubblico significa esporsi alla curiosità ai giornalisti, significa rendere l’informazione una potenziale notizia o anche uno scoop. Ed è quello che il governo ha voluto evitare, conclude Marescotti nel suo editoriale.

Anche Angelo Bonelli dei Verdi si interroga sul perché del rinvio:

Il dato di 600 bambini nati malformati è presente nella valutazione del danno sanitario dello stabilimento siderurgico Arcelor Mittal, perché non è stata resa pubblica questa notizia considerato che il rapporto era stato presentato nel 2108? Perché 600 bambini nati malformati non diventano una notizia? Perché i ministri dell’Ambiente, della Salute, e dello Sviluppo economico Costa, Grillo e Di Maio non hanno reso pubblica questa notizia, perché hanno rinviato la presentazione dell’indagine epidemiologica ? Se ci trovassimo in un atro paese europeo questo sarebbe uno scandalo che porterebbe alle dimissioni di membri del governo e non solo. Ripeto ancora la domanda: perché 600 bambini nati malformati non fanno notizia e il governo si trincera dietro un’indecente silenzio ?

Presentare pubblicamente alla Stampa lo Studio Sentieri nella sua versione più aggiornata significa accendere un faro su Taranto. Perché il governo non vuole accendere quel faro?“, conclude anche Peacelink. Già, perché?

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Simona Falasca

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Direttore responsabile ed editoriale di greenMe. Ha una laurea in Scienze della comunicazione e un'esperienza pluriennale negli uffici stampa. In greenMe ha trovato il modo di dare sfogo alla sua "natura" più vera.
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