Sull’Everest lattine, bottiglie, e attrezzi da arrampicata: in due settimane raccolte 3 tonnellate di rifiuti

rifiuti everest

Una montagna di rifiuti. L’Everest è letteralmente invaso dalla nostra spazzatura. Nei giorni scorsi, un team inviato dal governo del Nepal ha raccolto qualcosa come 3 tonnellate di lattine, bottiglie, plastica e attrezzi da arrampicata abbandonati.

L’Everest da decenni è in preda a un crescente inquinamento, con gli scalatori che lasciano rifiuti, tende, bombole di gas vuote ed escrementi. Da qui la necessità di ripulire, almeno in parte, le splendide montagne.

Annunciata il mese scorso, la “Campagna per la pulizia dell’Everest” è iniziata il 14 aprile e durerà 45 giorni, durante i quali un team di 14 persone si occuperà di eliminare circa 11 tonnellate di rifiuti. Essi si spingeranno fino al Campo 4, situato a 7.950 metri.

La campagna coincide con l’apertura della stagione dell’arrampicata primaverile, che vedrà centinaia di alpinisti tentare la fortuna sul picco di 8.248 metri, accompagnati dal personale di supporto, formato da oltre 1.000 addetti. Altra spazzatura in arrivo dunque.

L’anno scorso, un record di 807 scalatori ha raggiunto la vetta, conquistata per la prima volta da Tenzing Norgay e Edmund Hillary nel 1953.

“La campagna di pulizia verrà portata avanti anche durante le prossime stagioni per rendere più pulita la montagna più alta del mondo, è nostra responsabilità farlo”, ha dichiarato Dandu Raj Ghimire, a capo del dipartimento turistico del Nepal.

A febbraio, la Cina aveva vietato ai non alpinisti di accedere al proprio campo base dell’Everest in Tibet nel tentativo di ripulire quel lato della montagna.

Oltre 4.000 persone hanno scalato l’Everest fino ad ora quindi si prospetta un altro anno da record.

L’inquinamento legato alla spazzatura non è l’unica minaccia ambientale affrontata dall’Everest, che deve fare i conti anche col riscaldamento globale che ne sta influenzando l’aspetto. Una delle più note cascate, quella di Khumbu, sul lato nepalese probabilmente scomparirà entro qualche decennio decennio.

Tra l’altro, lo scioglimento di ghiacciai legato al riscaldamento globale sta riportando alla luce la spazzatura e persino i corpi degli scalatori morti che si sono accumulati sulla montagna da 66 anni a questa parte.

Un vero e proprio scempio, a dimostrazione del fatto che neanche gli angoli più remoti del pianeta possono sottrarsi alla sporcizia e all’incuria umana.

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Francesca Mancuso

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