Troppa spazzatura, l’Everest è una discarica e la Cina vieta l’accesso ai turisti

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Everest vietato ai turisti. Neanche uno dei luoghi più remoti del mondo è al riparo dai rifiuti umani. Tonnellate di spazzatura invadono le splendide montagne tibetane. Per questo la Cina è stata costretta a correre ai ripari e ha chiuso l’accesso al campo base ai visitatori che non hanno il permesso di arrampicata.

Una decisione che ha fatto il giro del mondo. Sempre più persone visitano la montagna dal lato meridionale del Nepal, ma negli ultimi anni i numeri sono aumentati anche dalla parte cinese. Il campo base cinese, situato in Tibet, è molto famoso in quanto è accessibile in auto, mentre il campo nepalese può essere raggiunto solo con un’escursione di quasi due settimane. Per questo sono tante le persone che lo visitano, noncuranti del fatto che si tratti comunque di un ecosistema delicato e da tutelare.

Il picco più alto del mondo da anni fa i conti con l’aumento della spazzatura dovuto all’incremento del numero di turisti. Nel 2018, la Cina ha condotto tre sessioni di pulizia sopra i 5.200 metri raccogliendo “oltre otto tonnellate di rifiuti domestici, feci umane e rifiuti da alpinismo”.

Secondo l’Associazione alpinistica cinese, 40.000 persone hanno visitato il suo campo base nel 2015. L’anno dopo sono state 45.000. Nel 2018, l’intera area himalayana ha visto il numero di turisti salire del 25%, raggiungendo il record di 1.173.072 visitatori. L’anno scorso, 807 scalatori hanno raggiungere la vetta della montagna più alta del mondo.

Da qui la necessità di dare avviare una campagna di pulizia, seppur difficoltosa, portata avanti da 200 persone. Insieme alla campagna, la Cina ha vietato ai turisti l’accesso al campo base del Monte Everest. Il divieto si applica ai turisti ordinari, non quelli con i permessi di arrampicata.

everest-rifiuti

L’accesso sarà chiuso nelle aree al di sopra del monastero di Rongpo, che si trova a circa 5.000 metri sopra il livello del mare. Verrà allestito un nuovo campo per i visitatori a circa due chilometri da quello originale.

Oltre al divieto, la Cina si occuperà anche di rimuovere i corpi degli alpinisti al di sopra della cosiddetta “zona della morte” di 8.000 metri. A causa del freddo e dell’alta quota, essi rimangono spesso sulla montagna per anni o addirittura decenni.

Stretta anche per gli scalatori. A gennaio infatti le autorità cinesi hanno annunciato che avrebbero limitato anche il numero di permessi di arrampicata: in totale 300 ogni anno.

Basterà a limitare l’inquinamento in una delle zone più remote della Terra?

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Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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