Le piante si stanno estinguendo più velocemente degli animali

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Negli ultimi due secoli abbiamo già perso 571 specie di piante. L’estinzione delle piante sta avvenendo molto più rapidamente dei tassi di estinzione naturali ed è importante prevenire la perdita di altri esemplari per proteggere la biodiversità e garantire la sopravvivenza di altri animali, uomo incluso.

I dati allarmanti dell’estinzione delle piante

Un recente studio ha analizzato i dati relativi alle estinzioni delle piante nel mondo, unendo informazioni provenienti dalla letteratura scientifica, dagli erbari e direttamente sul campo.
Gli esperti hanno scoperto che negli ultimi due secoli si sarebbero estinte quasi 600 specie vegetali e che il tasso di estinzione è superiore a quello naturale.

Tra le specie ormai estinte troviamo il sandalo del Cile (Santalum fernandezianum), utilizzato per il suo legno profumato, e l’olivo di Sant’Elena (Nesiota elliptica), mentre altre specie come il croco blu cileno (Tecophilaea cyanocrocus) risultano a grave rischio di estinzione.

Ovviamente si tratta di dati preoccupanti, poiché l’estinzione di piante e la perdita di biodiversità mettono a rischio la sopravvivenza e il benessere di altri animali, incluso l’uomo.

Come sottolinea Eimear Nic Lughadha, coautrice dello studio:

“Le piante sono alla base di tutta la vita sulla terra, poiché forniscono l’ossigeno che respiriamo e il cibo che mangiamo, oltre a costituire la spina dorsale degli ecosistemi del mondo, quindi l’estinzione delle piante è una cattiva notizia per tutte le specie. Questa nuova comprensione dell’estinzione delle piante ci aiuterà a prevedere e a cercare di prevenire future estinzioni delle piante, così come di altri organismi.
Milioni di altre specie dipendono dalle piante per la loro sopravvivenza, esseri umani inclusi, quindi conoscendo quali piante stiamo perdendo e dove, realizzeremo programmi di conservazione rivolti anche ad altri organismi”.

Come fermare l’estinzione delle piante

Capire come avvengono le estinzioni delle piante, dove si verificano e quali specie riguardano è dunque molto importante per poter pianificare interventi di conservazione dei vegetali e porre un freno alla perdita di piante.

Dallo studio è emerso ad esempio che le estinzioni maggiori si sono verificate sulle isole, ai tropici e nelle aree con clima mediterraneo. Sapere il luogo in cui avviene la perdita di specie è un’informazione molto importante, poiché aiuta a comprendere le conseguenze dei cambiamenti dell’uso del suolo sull’habitat, dato fondamentale per prevedere estinzioni future e cercare di prevenirle.

La conversione d’uso del suolo frammenta e distrugge infatti gli habitat naturali delle piante autoctone, determinandone la scomparsa.

Per fermare l’estinzione delle piante e proteggere la biodiversità è importante anche conoscere e catalogare le specie vegetali attualmente presenti.
Secondo Maria S. Vorontsova, tassonomista che ha partecipato allo studio:

«Per fermare l’estinzione delle piante, dobbiamo registrare tutte le piante presenti nel mondo: la denominazione di nuove specie è un pezzo fondamentale del puzzle per poter conservazione il nostro prezioso mondo naturale per le generazioni a venire. Per fare questo dobbiamo sostenere gli erbari e la produzione di guide per l’identificazione delle piante, dobbiamo insegnare ai nostri figli a vedere e riconoscere le loro piante locali e soprattutto abbiamo bisogno dei botanici per gli anni a venire».

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