Scoperta la sesta estinzione di massa, che plasmò il mondo come lo conosciamo (e aprì la strada ai dinosauri)

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Individuata nuova estinzione di massa avvenuta 233 milioni di anni fa che aprì strada alla conquista del mondo da parte dei dinosauri

Il mondo, così come lo conosciamo, un luogo ospitale e adatto a forme di vita diversificate, nacque 233 milioni di anni fa. Lo rivela un nuovo studio secondo cui a seguito dei cambiamenti climatici vi fu uno sconvolgimento degli ecosistemi globali così intenso da lasciare traccia indelebile nella storia della vita.

Lo studio internazionale è stato condotto da un team guidato da Jacopo Dal Corso della China University of Geosciences, di cui fanno parte anche ricercatori delle Università di Padova e Ferrara, del CNR, del MUSE – Museo delle Scienze di Trento e del Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige.

Secondo gli autori, 233 milioni di anni fa vi fu una vera e propria rivoluzione degli ecosistemi del mondo legata ai cambiamenti climatici. A causa del mutamento delle sue condizioni, la Terra divenne un posto inospitale per gli esseri che la popolavano allora, che finiro per estinguersi. Ebbe luogo infatti una violenta estinzione di massa. Ma dopo ogni fine spesso c’è un nuovo inizio. E così accadde. I cambiamenti climatici portarono a una grande fase di diversificazione da cui ha avuto origine il mondo che conosciamo.

Un evento difficile da identificare visto che solitamente le estinzioni di massa sono difficili da individuare. Spesso infatti vengono solo ipotizzate, ma quello appena scoperto è stato chiaramente accertato anche per via degli effetti che ha avuto sulla vita. E’ l’Episodio Pluviale Carnico.

Per lo studio, pubblicato su Science Advances, un team internazionale di scienziati ha esaminato prove geologiche e paleontologiche raccolte in decenni di rilievi sul campo, analisi di laboratorio e modellizzazioni riuscendo a disegnare un quadro completo delle cause, delle dinamiche e degli effetti dell’Episodio Pluviale Carnico.

Tra le cause essi hanno individuato le violente eruzioni vulcaniche nella provincia di Wrangellia, di cui abbiamo oggi testimonianze in Canada occidentale ed in Alaska:

“Nel Carnico vi fu un’enorme eruzione vulcanica che produsse circa un milione di chilometri cubi di magma”, ha detto Andrea Marzoli dell’Università di Padova.

Le eruzioni iniettarono nell’atmosfera enormi quantità di gas serra come l’anidride carbonica, che portarono ad un riscaldamento globale. Quest’ultimo, a sua volta, venne associato a un forte aumento delle precipitazioni, di qui il riferimento ad un periodo “pluviale” che durò circa 1 milione di anni.

estinzione episodio carnico

© Davide Bonadonna/MUSE

Secondo gli scienziati, questo improvviso cambiamento climatico fu disastroso perché causò una grave perdita di biodiversità negli oceani e sulle terre emerse, un evento così grave da essere considerato dagli autori dello studio una delle più profonde fasi di estinzione nell’intera storia della vita.

Ma dopo la tempesta, è tornato letteralmente il sereno. Dopo l’estinzione infatti nuovi gruppi fecero la loro comparsa o si diversificarono rapidamente, come ad esempio i dinosauri, contribuendo all’origine di nuovi ecosistemi.

“Molti gruppi di piante e animali si diversificarono in questo momento, tra cui alcune delle prime tartarughe, i coccodrilli, le lucertole, i primi mammiferi e le prime moderne foreste di conifere”, sottolinea Jacopo dal Corso.

“L’Episodio Pluviale Carnico ebbe un profondo impatto anche sulla vita marina e nella chimica degli oceani. Questo è documentato, per esempio, nelle Dolomiti, dove la crisi del Carnico è visibile in modo spettacolare nella morfologia del paesaggio, con le celebri pareti di dolomia che vengono interrotte da rocce poco resistenti che si sono deposte proprio durante questo evento, quando gli ecosistemi collassarono” aggiunge Piero Gianolla dell’Università di Ferrara.

Le 5 estinzioni di massa documentate nella storia della vita

Negli ultimi decenni i paleontologi hanno identificato 5 grandi estinzioni di massa nella storia della vita, a cui se ne aggiungono altre di minore grandezza, anche se con conseguenze pur sempre catastrofiche. A queste se ne aggiunge certamente un’altra, la nuova estinzione nel Carnico, che agì come un motore importante per l’evoluzione della vita.

“Sentiamo spesso parlare di estinzioni di specie in conseguenza delle profonde alterazioni climatiche e ambientali in atto. La storia scritta nelle rocce e nei fossili ci mostra quanto intense e perduranti siano le conseguenze di grandi eventi di estinzione – aggiunge Massimo Bernardi paleontologo del MUSE – Museo delle Scienze di Trento – Questi eventi sono segnati da crisi e, contemporaneamente, da rinnovamento della vita, e mostrano altissima contingenza: è difficile prevedere chi si troverà dalla parte dei vinti e chi dei vincitori”.

Una scoperta che ha diversi meriti, come quello di aver contribuito a scrivere una pagina nella storia della vita sulla Terra, ma non solo. Sapere che i cambiamenti climatici possano innescare conseguenze così gravi dovrebbe farci riflettere sulla “crisi ecosistemica planetaria” che stiamo vivendo.

Difficile sapere cosa accadrà dopo la nostra tempesta.

Fonti di riferimento: Science, Muse

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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