Escondido, scoperto nuovo vulcano in Colombia

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Un nuovo vulcano potenzialmente attivo e pericoloso. È stato identificato in Colombia, in un’area dove le manifestazioni vulcaniche erano ritenute pressoché assenti, e si chiama Escondido. Potrebbe rappresentare un rischio per le popolazioni che lo circondano.

A fare la scoperta, un gruppo di ricercatori dell’Istituto per la dinamica dei processi ambientali del Cnr (Idpa-Cnr) di Milano e del Servicio geológico colombiano (Sgc), durante una campagna finalizzata all’esplorazione geologica e geotermica delle Ande colombiane.

“Malgrado si ritenga che il pianeta sia già stato completamente esplorato”, spiega Gianluca Norini, ricercatore dell’Idpa-Cnr, “il ritrovamento in loco di depositi piroclastici perfettamente conservati e con uno spessore di otto metri ha fatto pensare a un’attività esplosiva intensa, originata da una struttura vulcanica finora mai identificata. Questo ritrovamento evidenzia come scoperte di questo tipo siano ancora possibili, con implicazioni relative alla corretta valutazione dei rischi naturali e al possibile utilizzo dell’energia geotermica associata alla risalita del magma nella crosta terrestre”.

I risultati preliminari della ricerca, condotta da Norini con María Luisa Monsalve, Iván Darío Ortíz, Jesús Bernardo Rueda e Gina Rodríguez del Sgc, sono stati presentati in anteprima al ‘5th International Maar Conference’, sostenuto dalla International association of volcanology and chemistry of the earth’s interior, che si è tenuto a Querétaro in Messico.

“Gli studi mostrano che il vulcano Escondido ha avuto la sua ultima attività circa 30.000 anni fa”, afferma Norini, “e la sua identificazione modifica sostanzialmente la percezione sulla distribuzione del vulcanismo recente nella Cordigliera centrale delle Ande settentrionali, indicando che la risalita dei magmi nella crosta e il controllo esercitato dalle strutture tettoniche sono processi più pervasivi di quanto ritenuto in passato”.

In Colombia ci sono attualmente diversi vulcani attivi che sono controllati dalle autorità. Tra di loro c’è il vulcano “Nevado del Huila”, che con i suoi 5365 metri è la vetta più alta della Cordigliera Centrale e ha cominciato a mostrare segni di attività nel 2007.

Nel sud, vicino al confine con l’Ecuador, anche i vulcani “Chiles” e “Cerro Negro” hanno mostrato segni di attività dopo essere rimasti in silenzio per un lungo periodo di tempo. L’attività di questi vulcani ricorda ai colombiani la tragedia di Armero, causata dall’eruzione del vulcano “Nevado del Ruiz” in Colombia centrale, che ha devastato la città nel 1985 lasciando dietro si sè più di 20.000 morti.

Roberta Ragni

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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