La terribile erosione del suolo in Tanzania che nessuno vuole farvi vedere (FOTO)

erosione suolo Tanzania

Un salto nel cuore della Tanzania, per documentare l’erosione del suolo e l’impatto sulle comunità Maasai. A regalarci un inquietante ma reale scorcio dell’Africa orientale è stato il giornalista Carey Marks che ha immortalato l’erosione del suolo per il progetto Jali Ardhi.

Quest’ultimo si occupa proprio di studiare l’impatto dell’erosione sulla popolazione locale, sulle terre e sui pascoli. Un paesaggio che cambia molto rapidamente e a cui altrettanto rapidamente le comunità devono adattarsi.

Jali ardhi significa “cura della terra” in Swahili. Le foto scattate da Marks saranno in mostra all’Università di Plymouth dal 22 maggio al 2 giugno.

Negli ultimi 10 anni, il paesaggio Maasai della Tanzania ha sperimentato un grave aumento dell’erosione del suolo con la sua quasi totale distruzione di molte aree utilizzate per pascolare il bestiame e conseguenze socioeconomiche molto gravi visto che per i Maasai i bovini sono una parte essenziale della loro vita e della loro cultura.

La perdita di copertura della vegetazione è uno dei fattori chiave dell’erosione e può essere causato da cause naturali, come i periodi di siccità e da fattori umani, come le decisioni sulla gestione del suolo. Le difficili interazioni tra queste due componenti hanno portato a una perdita catastrofica del suolo.

L’erosione e i problemi ad essa connessi riguardano la sicurezza dell’acqua, quella alimentare e l’energia. E la situazione è destinata a peggiorare visti gli effetti sempre più massicci dei cambiamenti climatici.

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Anche in condizioni climatiche “normali”, l’erosione del suolo riduce l’accumulo di acqua e di sostanze nutritive, la biodiversità e la produttività primaria delle piante nei terreni agricoli. Ciò minaccia la resilienza delle comunità che dipendono dal suolo e dalle risorse idriche.

Si corre il rischio che, in assenza di programmi di gestione del suolo, il cambiamento dell’uso dei terreni (ad esempio, la trasformazione della foresta in terreni agricoli e pascoli) amplifichi gli impatti idro-climatici, alterando gi equilibri degli ecosistemi e di riflesso quelli sulla salute umana.

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Un esempio emblematico è quello del Parco nazionale del Lago Manyara, ricco di biodiversità, con oltre 400 specie di uccelli, grandi mammiferi di terra e fauna acquatica. Questo fragile ecosistema attrae più di 150.000 turisti ogni anno, creando mezzi di sostentamento per molte persone locali. Ma l’aumento dell’inquinamento minaccia la conservazione di questo sito Unesco.

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Gli impatti sulla vulnerabilità del suolo includono anche il calpestio da parte del bestiame lungo i sentieri. Questo espone il suolo a maggiori danni durante le piogge visto che l’acqua piovana scorre più facilmente su terreni danneggiati.

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Grazie al progetto Jali Ardhi, condotto dall’Università di Plymouth, il gruppo di ricerca interdisciplinare cercherà di fornire nuove conoscenze e soluzioni contro l’erosione che minaccia la Tanzania ma anche molte altre zone del mondo.

Francesca Mancuso

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