Due petroliere a fuoco nel Golfo dell’Oman. Una probabilmente colpita da siluro

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Due petroliere sono andate a fuoco nel Golfo dell’Oman, probabilmente a causa di un attacco. Una delle due sarebbe stata infatti colpita da un siluro.

Non si arresta la tensione nel Golfo dell’Oman dove, ad un mese esatto da un precedente incendio, altre due petroliere sono andate a fuoco in quello che sempre più, stando a quanto riportato dai media locali e dalle dichiarazioni e dai sospetti dei governi di tutto il mondo, appare un attacco.

Il 12 maggio scorso avvenne qualcosa di molto simile nella stessa area. In quella data, infatti, 4 petroliere andarono a fuoco in mare.

Stavolta, ad essere colpite sono state la petroliera norvegese Front Altair, di proprietà della società Frontline, che secondo l’agenzia Irna trasportava un carico di etanolo dal Qatar a Taiwan; e la Kokuka Courageous della società giapponese Kokuka Sangyo, che trasportava metanolo da Singapore all’Arabia Saudita.

I 44 membri degli equipaggio delle due navi, dopo aver lanciato l’allarme, sono stati tutti messi in salvo dalla Marina di Teheran e dalla Quinta flotta della marina militare americana. Secondo le ricostruzioni, una delle due petroliere (la Front Altair) sarebbe stata colpita da un siluro mentre l’altra sarebbe stata danneggiata da un “sospetto attacco” non meglio identificato che avrebbe aperto uno squarcio nello scafo sopra la linea di galleggiamento.

I media locali, in seguito anche a quanto riportato dagli equipaggi, per entrambe le navi hanno parlato di esplosioni e incendi ma, secondo quanto riferisce il Telegraph, al momento non sembra esserci alcuna fuoriuscita di olio o prodotti chimici.

Gli Stati Uniti non hanno accusato ufficialmente l’Iran di quanto accaduto, ma un funzionario della difesa degli Stati Uniti ha dichiarato alla CBS che era “altamente probabile” che, dietro le esplosioni, ci fossero le forze iraniane. Nel caso delle precedenti 4 navi, invece, gli Usa avevano dichiarato pubblicamente che vi era l’Iran dietro l’attacco mentre Teheran aveva negato la responsabilità.

Le esplosioni in mare sono avvenute poche ore prima che Shinzo Abe, il primo ministro giapponese, si incontrasse con l’ayatollah Khamenei, Guida Suprema dell’Iran, in una missione diplomatica intesa a cercare di allentare le tensioni tra Iran e Stati Uniti. Il fatto è rilevante in quanto entrambe le petroliere trasportavano carichi “legati al Giappone”, secondo quanto dichiarato dal governo stesso di questo paese.

Mentre si cerca di capire cosa sia realmente accaduto, è stata indetta urgentemente una riunione del consiglio di sicurezza dell’Onu. Nel frattempo il prezzo del petrolio è salito del 4% in risposta a quanto accaduto alle due petroliere.

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Francesca Biagioli

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