Il fiume Drina è talmente pieno di spazzatura che non si vede più neanche l’acqua (ma nessuno ne parla)

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C’era una volta il fiume Drina, ma oggi al suo posto troviamo solo un enorme cumulo di rifiuti galleggianti e maleodoranti. Benvenuti nei Balcani, dove sotto gli occhi di tutti, si sta consumando un terribile disastro ambientale.

Questo fiume di spazzatura che scende lungo la Drina a Visegrad sta preoccipando le popolazioni locali: le tonnellate di rifiuti che galleggiano lungo il fiume mettono in pericolo l’ecosistema locale e la salute della popolazione. Secondo quanto denunciato dalle associazioni ambientaliste, sono le discariche illegali lungo i fiumi nei Balcani che stanno causando il disastro ecologico.

Durante la stagione delle piogge, i rifiuti vengono portati via dakke discariche illegali lungo il fiume Drina in Bosnia-Erzegovina e nei suoi affluenti in Serbia e Montenegro. Poi, dopo settimane e forse mesi alla deriva, vengono fermati da una fragile barriera galleggiante vicino alla città di Visegrád.

drina rifiuti

©Foto Ansa

L’attivista ambientale bosniaco di Višegrad Eko-Centar, Dejan Furtula, da oltre dieci anni segue la vicenda cercando di mostrare al mondo cosa accade dalle sue parti, nel silenzio generale:

“Questo inquinamento ha un enorme impatto sulla biodiversità locale”, ha detto Furtula. “Le microplastiche vengono assorbite dallo stesso pesce che mangiamo anche noi. Ci mancano infrastrutture di riciclaggio operative. Una volta raccolti, questi rifiuti vengono semplicemente bruciati presso l’impianto di smaltimento del comune e quindi i residenti sono costretti a respirare i gas emessi dal processo di combustione”.

Da gennaio la barriera galleggiante è crolltata per la seconda volta lasciando libero spazio ai rifiuti di continuare a vagare indisturbati. Una seconda barriera è stata installata due chilometri a valle per evitare che i rifiuti rallentassero le operazioni presso la diga idroelettrica locale. Ma ogni anno qui vengono raccolti tra i 6.000 e gli 8.000 metri cubi di rifiuti galleggianti.

“Questo è un frigorifero o qualcosa del genere. Ieri c’erano sei o sette frigoriferi nell’acqua”, ha spiegato Furtula.

Purtroppo, come spesso accade, nessuno si prende la responsabilità di quanto sta accadendo e i tre paesi, ossia Serbia, Bosnia ed Erzegovina e Montenegro.

“Sappiamo che l’anno scorso c’è stato un incontro qui a Višegrad con i ministri dell’Ecologia di Montenegro, Serbia, Bosnia ed Erzegovina. Ma non è successo niente”, ha spiegato Furtula. “Sono passati quasi 2 anni e qui ci troviamo di fronte allo stesso problema. Penso che dovrebbero essere più consapevoli della nostra salute e di quella delle persone che vivono qui”.

Anche se si effettuano operazioni di pulizia, l’ultima proprio 3 giorni fa, pochi giorni dopo la situazione torna analoga.

Euronews ha contattato le autorità. In particolare ha mostrato le immagini al governo della Republika Srpska, una delle due entità politiche della Bosnia-Erzegovina.

“Quando mostriamo il nostro filmato del fiume pieno di plastica e rifiuti, il viceministro per l’Ecologia ha incolpato l’impasse di una cooperazione regionale inefficiente. Alla domanda sul perché il paese stesso non stia già attuando la legislazione ambientale europea adottata finora, sottolinea la mancanza di risorse”

“Devi consentire alle persone di gestire correttamente i rifiuti con mezzi adeguati”, ha affermato Svjetlana Radusin, viceministro per l’ecologia della Republika Srpska. “Secondo alcune stime, solo il 60-70% del nostro territorio è adeguatamente attrezzato con infrastrutture per gestire in modo responsabile questi rifiuti di plastica. Dobbiamo infatti aumentare la copertura della raccolta organizzata dei rifiuti in Bosnia ed Erzegovina”.

Un problema che riguarda anche altri fiumi dei Balcani

Anche se il disastro della Drina è sotto gli occhi di tutti, altri fiumi dei Balcani si trovano nelle stesse condizioni, come ilLim, uno dei principali affluenti della Drina a monte.

“Questo è davvero un problema regionale”, ha detto Siniša Laković, attivista ambientale, Rafting Klub Jastreb. “Ne abbiamo trovato una buona prova tra i 12.000 metri cubi di rifiuti galleggianti che abbiamo recentemente ripulito qui. Abbiamo recuperato questo pallone che aveva il logo della Federcalcio montenegrina e le firme dei giocatori della nazionale. Se non fosse stata fermata, questa palla sarebbe andata alla deriva dal Montenegro fino a qui nel fiume Lim in Serbia e più lontano al fiume Drina in Bosnia, poi al fiume Seva e sarebbe potuta finire anche nel Danubio a Belgrado . “

Le ONG locali stimano che ci sono 5 comuni in Montenegro, 2 in Serbia e 1 in Bosnia-Erzegovina che hanno discariche illegali lungo il fiume Lim.

“Penso che le sanzioni darebbero risultati. Se tutti coloro che effettivamente buttano via i rifiuti venissero puniti e multati, ciò contribuirebbe a sensibilizzare e istruire le persone sulla questione. La gente capirebbe che lo stiamo facendo non solo per noi stessi, ma anche per il futuro dei nostri figli e nipoti ” ha detto Laković, rappresentante di un’altra associazione ambientalista locale.

Fonti di riferimento: Euronews,

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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