DL Manovra: si è rischiato il baratro del condono selvaggio

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Dopo un lungo teatrino di annunci e smentite, si continua a parlare di condono edilizio, che probabilmente si farà, anche se non si ancora in che termini. A giudicare dagli emendamenti presentati per le modifiche alla manovra correttiva in discussione al Senato e proposti nei giorni scorsi da alcuni senatori del PDL – che per fortuna sembrano voler essere bocciati dal Governo – il nostro Paese ha rischiato di precipitare nel baratro del condono selvaggio, con conseguenze irreversibili per il nostro ambiente.

I senatori Paolo Tancredi, Gilberto Pichetto e Cosimo Latronico avevano proposto di riaprire fino al 30 marzo 2010 i termini della sanatoria lanciata nel 2003 e di estendere il condono anche “agli abusi edilizi realizzati in aree sottoposte alla disciplina di cui al codice dei beni culturali e del paesaggio”. Non è tutto, perché secondo i senatori avrebbero potuto avanzare le loro richieste anche coloro che si erano visti negare questa possibilità in precedenza.

In più, i senatori chiedevano anche che venissero “sospesi tutti i procedimenti sanzionatori, di natura penale e amministrativa, già avviati, anche in esecuzione di sentenze passate in giudicato”.

Di fronte a questa proposta Legambiente non ha perso tempo e si è fatta sentire con le parole di Vittorio Cogliati Dezza, Presidente del’associazione: “Siamo esterrefatti: la banda del mattone selvaggio colpisce ancora e più forte che mai! Era facile prevedere che l’accatastamento delle case fantasma avrebbe aperto le porte al condono edilizio, e così è: si profila all’orizzonte il peggior condono che si potesse immaginare” – ha annunciato il presidente, commentando “l’emendamento condono edilizio” presentato tra le correzioni alla manovra economica dai tre senatori del Pdl.

L’emendamento propone un condono urbi et orbi – ha aggiuntoesteso agli abusi compiuti nelle aree sottoposte a vincoli ambientali, paesaggistici e archeologici, ma anche nelle aree a rischio, con pericoli evidenti per i cittadini e costi che andranno a ricadere su tutta la comunità. Un condono, per di più, a tempo indeterminato, se associato al disegno di legge ordinario sulla libertà d’impresa, proposto al Consiglio dei ministri di venerdì scorso, secondo cui i comuni non potranno controllare l’edificabilità di un fabbricato se non a posteriori”.

A questo punto – ha chiuso il presidente di Legambiente – ci appelliamo al buonsenso dei senatori affinché questa correzione venga bocciata e chiediamo al mondo dei costruttori un segnale inequivocabile di rifiuto delle pratiche illegali, che vanno solo a vantaggio di un’edilizia che fa male al territorio e al Paese”.

A placare gli animi e a smentire la nuova stagione di condoni è intervenuto il sottosegretario Paolo Bonaiuti, chiarendo che né il governo, né il capogruppo del Pdl in Senato, Maurizio Gasparri, sosterranno queste proposte: “Non ci sarà nessun condono, né fiscale, né edilizio, né singolare, né tombale. Nulla. Sono soltanto favole”. Ma comunque gli emendamenti sono stati avanzati e portano il bollino dell’ufficio legislativo del Pdl.

Ad assicurare che il governo «non accetterà mai» la riapertura dei termini del condono fiscale ed edilizio anche il sottosegretario Luigi Casero e lo stesso ministro Giulio Tremonti. Ieri sera arrivano poi le precisazioni di Tancredi, primo firmatario degli emendamenti di sanatoria che si è dichiarato pronto a ritirare gli emendamenti, ma è ancora presto per tirare un sospiro di sollievo perché il dibattito sul condono edilizio potrebbe rimanere aperto.
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