Disha Ravi, giovane attivista di Fridays for Future, arrestata in India: “Attacco alla democrazia”

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Disha Ravi, la giovante attivista per il clima di Fridays For Future è stata arrestata dopo aver pubblicato un documento e informazioni a sostegno delle proteste degli agricoltori indiani. La ragazza, che si era schierata in difesa dei contadini, è stata accusata di cospirazione contro il governo. La stessa Greta Thunberg aveva condiviso il documento.

Disha ha poco più di 20 anni ma dalle autorità indiane è considerata una “cospiratrice chiave nella formulazione e divulgazione del documento”. Quest’ultimo, non firmato e disponibile pubblicamente su un sito di condivisione crittografato, fornisce un elenco di modi in cui i sostenitori possono aiutare le proteste. Ricordiamo che ormai da mesi migliaia di agricoltori stanno manifestando contro le nuove leggi sull’agricoltura, che a loro avviso metteranno in ginocchio i piccoli produttori, favorendo le lobby del settore.

Da tutto il mondo, tante sono state le voci a difesa dei contadini, l’ultima quella della cantante Rihanna. Attorno alla capitale Nuova Delhi sono sorti campi di protesta improvvisati e gli operai hanno scioperato in diversi stati. Il 26 gennaio, polizia e manifestanti sono arrivati allo scontro.

La vicenda di Disha

La giovane è una delle fondatrici della sezione indiana di Friday for Future, il movimento guidato da Greta Thunberg per invitare i governi all’azione nella lotta ai cambiamenti climatici.

Secondo le autorità indiane Disha sarebbe l’autrice del documento che avrebbe istruito i contadini a partecipare a manifestazioni e a firmare petizioni contro il governo. Il documento inoltre ha guadagnato visibilità dopo che Thunberg lo ha twittato il 3 febbraio scorso:

La mossa sembra aver irritato le autorità indiane. Lo stesso giorno, la polizia di Delhi ha annunciato di aver avviato un’indagine penale sui creatori del toolkit e avrebbe cercato di accusarli di sedizione, provocando o incitando una rivolta e una cospirazione criminale.

“In questo documento, c’è un piano d’azione (che) il 26 gennaio o dopo, ci sarà uno sciopero digitale e una tempesta di tweet e anche un’azione fisica il 26 gennaio”, ha detto il commissario speciale Praveer Ranjan in una conferenza stampa il 4 febbraio “Utilizzando questo toolkit, le persone sono state informate (su come entrare e uscire da Delhi).”
Domenica, la polizia ha accusato Ravi di aver avviato un gruppo WhatsApp che ha collaborato al documento. “Ha lavorato a stretto contatto con loro per redigere il Doc … È stata lei a condividere il Toolkit Doc con Greta Thunberg”, ha detto la polizia, aggiungendo che Ravi aveva contribuito a “diffondere disaffezione contro lo Stato indiano”.

Purtroppo non si sa molto altro né quando sarà la sua prossima udienza. Non ci sono documenti del tribunale disponibili pubblicamente sul suo caso. La CNN ha contattato la polizia di Delhi per fornire maggiori informazioni ma senza esito.

“Un attacco alla democrazia”

Tutto ciò, insieme all’arresto della giovane, ha scatenato l’indignazione mondiale, dall’autrice Meena Harris, nipote del vicepresidente degli Stati Uniti Kamala Harris, a  molti politici indiani, inclusi i membri del principale partito di opposizione, che hanno espresso rabbia e incredulità, definendo ” scioccante ” l’arresto di Ravi e una chiara dimostrazione di “molestie e intimidazioni”.

L’arresto di Ravi è “un attacco senza precedenti alla democrazia”, ​​ha twittato Arvind Kejriwal, il primo ministro di Delhi. “Sostenere i nostri agricoltori non è un crimine”.

E’ partita anche una petizione online per chiederne la liberazione:

“Il disprezzo della polizia di Delhi per lo stato di diritto non è un segreto. Tuttavia, quest’azione contro un individuo senza seguire il giusto processo di legge, e in chiara violazione delle norme per gli arresti e le detenzioni stabilite dalla Corte Suprema, riflette il disprezzo assoluto per i principi costituzionali. L’atto di criminalizzare i giovani per aver esteso la solidarietà a una lotta che risuona con le loro stesse aspirazioni per un futuro sano e sicuro, colpisce” si legge nella petizione.

Qui il documento

Fonti di riferimento: CNN, Change

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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