©Andriano/Shutterstock

Diritto al respiro: al via la legge contro le emissioni “puzzolenti” che affliggono tanti territori, inquinandoli

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

La commissione Ambiente della Camera ha dato il via all’esame della proposta di legge sulle emissioni odorigene, quasi sempre sintomo di una forma di inquinamento

Un vero e proprio diritto, quello “al respiro”, di cui in pochi sembrano conoscere la reale esistenza, eppure nella normativa vigente non ci sono espliciti riferimenti alla necessità di contenere cattivi odori. In moltissimi territori, infatti, sono tanti i cittadini che lamentano un’aria irrespirabile a causa della vicinanza di impianti industriali e di altro tipo: sono le cosiddette sostanze “odorigene”, la cui emissione affligge quasi in maniera occulta. Ma in queste ore la commissione Ambiente della Camera ha dato il via all’esame di una proposta di legge in merito.

Ne dà notizia il ministro dell’Ambiente Sergio Costa che è chiaro su un punto: “nel nostro ordinamento non esiste una definizione e quindi una regolamentazione. Per lo Stato la ‘puzza’ che esce dagli impianti e che tormenta tantissimi cittadini, in un certo senso, è come se non esistesse”.

Di fatto, se mancano limiti e riferimenti normativi nei casi dei cattivi odori non è possibile nemmeno sanzionare chi produce questi odori molesti né si può intervenire nei casi delle emissioni cosiddette “di origine” come quelle provenienti dai trattamenti dei rifiuti o dalle raffinerie.

‘Diritto al respiro’ è il nome provvisorio di questa legge che sostengo con forza e sono disposto a mettere a disposizione tutta la struttura del Ministero dell’Ambiente per migliorarla sempre di più e renderla un vero e proprio strumento efficace contro questo problema – scrive Costa. La legge prevede che l’aspetto odorigeno diventi un elemento per la valutazione di impatto ambientale per i nuovi impianti, inserisce dei limiti misurabili e verificabili per le emissioni odorigene e introduce eventuali sanzioni in caso di sforamento. Insomma un lavoro importante che tutti devono sostenere”.

Cosa si chiede con la nuova legge? Sommariamente, sono questi i punti essenziali che si vogliono porre in essere:

  • introdurre nel nostro ordinamento una definizione di emissioni odorigene, ad oggi inesistente
  • prevedere questo aspetto in fase di valutazione preventiva dell’impatto ambientale dei nascenti impianti
  • porre limiti misurabili e verificabili a queste emissioni
  • prevedere che le Regioni debbano normare la materia in modo da tutelare al meglio cittadini e comunità

Leggi anche:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
Coripet

Meno plastica con le bottiglie realizzate in PET riciclato, Bottle to Bottle di Coripet premia te e l’ambiente

Telepass

Telepass: quante emissioni fa risparmiare non fare la fila al casello?

Seguici su Instagram
Seguici su Facebook