La deforestazione ha giocato un ruolo determinante negli incendi che hanno devastato l’Australia

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Esiste uno stretto legame tra disboscamento delle foreste native e gli incendi scoppiati in Australia che hanno ucciso persone, distrutto 18 milioni di ettari di biodiversità e ucciso oltre un milione di animali. Ne sono convinti David B. Lindenmayer ,Robert M. Kooyman ,Chris Taylor ,Michelle Ward &James EM Watson, gli scienziati che su Nature, hanno pubblicato uno studio che mette in relazione il disboscamento con i roghi australiani e che chiedono di non fare di nuovo lo stesso errore, ovvero quello di tagliare alberi.

Accanto al problema cambiamenti climatici, secondo gli scienziati c’è la deforestazione. Che legame c’è tra l’impatto dato dal taglio degli alberi, i rischi di incendio e la sicurezza delle comunità che vivono a ridosso della foresta?

“Oltre all’impatto diretto e immediato sulla biodiversità, ci sono prove convincenti che i regimi di disboscamento storici e contemporanei dell’Australia abbiano reso molte foreste più inclini al fuoco e abbiano contribuito ad aumentare la gravità degli incendi”, si legge nell’articolo.

Secondo i ricercatori, la deforestazione lascia detriti che aumentano l’infiammabilità fino a 450 tonnellate per ettaro, ma crea anche aree più calde e asciutte per via dell’assenza di alberi. Ma non solo, lo stesso paesaggio viene alterato, si ha per esempio la formazioni di felci che non fanno altro che alimentare le fiamme in caso di incendio. “La foresta è ora tremendamente silenziosa”, scrivono gli scienziati.

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Sicuramente i cambiamenti climatici hanno  giocato un ruolo importante, ma “il contributo della gestione del territorio e in particolare delle pratiche forestali, agli incendi è stato spesso trascurato. Questa è una svista, dato che la gestione del suolo è ben sotto il controllo degli australiani, a differenza dell’azione globale per limitare i cambiamenti climatici, e che esiste un ampio corpus scientifico a disposizione dei decisori”. Secondo lo studio, durante gli incendi boschivi, il fuoco si era diffuso in aree disboscate adiacenti alle riserve del patrimonio mondiale del Gondwana. Nella regione di East Gippsland, si legge ancora”vaste aree di foresta abbattuta e rigenerata hanno bruciato ripetutamente negli ultimi 25 anni”.

Per questo motivo, gli scienziati avvertono che per ridurre il rischio di ulteriori catastrofiche stagioni di incendi, bisogna che non ci sia più un disboscamento selvaggio che va a danno della natura ed è pericoloso per la sicurezza umana.  Chiedono inoltre il ripristino di foreste precedentemente abbattute per aumentare la resistenza a possibili roghi e la limitazione di fornitura di legname, eliminando gradualmente il disboscamento delle foreste native entro il 2030.

Fonte: Nature

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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