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La deforestazione ha distrutto in 18 anni l’8% dell’Amazzonia, un’area grande come la Spagna. Lo studio

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Progetti di disboscamento, ma anche agricoltura e allevamenti, estrazione mineraria e infrastrutture: dal 2000 al 2018, ben l’8% della foresta pluviale amazzonica è andata persa, un’area poco più grande della Spagna.

A dirlo è l’Amazon Geo-Referenced Socio-Environmental Information Network (RAISG), che nel rapporto Amazonia Under Pressure 2020 ha eseguito una nuova “radiografia” delle principali minacce alla più grande foresta tropicale del mondo, evidenziando l’andamento del suo deterioramento.

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Pubblicato per la prima volta nel 2012, il report dell’Raisg presenta ora un aggiornamento di dati e analisi, incorporando nuovi temi e metodologie. La pubblicazione è il risultato del lavoro di dieci gruppi tecnici che hanno generato 23 mappe rappresentative dell’intera regione e il risultati non sono confortanti.

L’Amazzonia è molto più minacciata di quanto non fosse otto anni fa”, dicono dall’RAISG, ed è questo un dato gravissimo se si considera che questa preziosa regione svolge un ruolo fondamentale nel frenare proprio il cambiamento climatico.

La mappa attuale mostra che 513.016 chilometri quadrati di foresta pluviale sono stati persi dal 2000 e, mentre i tassi di deforestazione sono diminuiti tra il 2003 e il 2010, i progetti di disboscamento, agricoltura, allevamento, estrazione mineraria e infrastrutturale nell’ultimo decennio hanno influenzato negativamente l’intera Amazzonia.

Dalla sua, il presidente brasiliano Jair Bolsonaro non ha fatto altro che incoraggiare lo sviluppo sconsiderato nella foresta pluviale e allentare l’applicazione delle leggi ambientali (il Brasile, in cui ricade la maggior parte dell’Amazzonia – circa il 62% – è tra l’altro anche responsabile della peggiore deforestazione, lo studio ha rilevato 425.051 kmq dal 2000 al 2018).

La deforestazione ha subito un’accelerazione dal 2012: la superficie annua persa è triplicata dal 2015 al 2018, rileva lo studio, osservando che solo nel 2018 sono stati distrutti 31.269 kmq di foresta in tutta la regione amazzonica, “la peggiore deforestazione annuale dal 2003”.

deforestazione amazzonia

©RAISG

La distruzione delle foreste tropicali mature è un duro colpo per la biodiversità e poiché, le foreste stesse sono enormi spugne di anidride carbonica, invertire la loro perdita giocherebbe un ruolo enorme nella lotta al cambiamento climatico.

incendi amazzonia

©RAISG

Lo studio RAISG arriva pochi giorni prima del quinto anniversario dell’accordo di Parigi, in cui 195 paesi hanno concordato misure che limiterebbero la produzione mondiale di emissioni di CO2.

QUI trovate il rapporto completo.

Fonte: RAISG

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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