Decreto ambiente: saltano maxi-sconti sui prodotti sfusi e taglio ai sussidi ambientali dannosi

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Cambia ancora la bozza del decreto legge Clima voluto dal ministro Sergio Costa. Scende a 1500 euro il bonus per rottamare le vecchie auto, sparisce il taglio graduale ai sussidi ambientalmente dannosi come l’incentivo per i prodotti sfusi venduti alla spina.

Non ci sono buone notizie sul fronte del decreto legge in quattordici articoli mirati a contrastare cambiamenti climatici, a migliorare la qualità della vita, a ridurre l’inquinamento dell’aria, a ridurre emissioni e rifiuti e migliorare la gestione dei trasporti sul piano della sostenibilità. Ecco i punti finora messi in discussione.

Bonus rottamazione

Il bonus passa da 2mila a 1500 euro ma scatta dal 2019, con una prima dotazione di 5 milioni, per chi rottama la propria vettura omologata nella classe euro 4 o precedenti per chi vive nelle città metropolitane più inquinate (quindi non per tutti). Il bonus, sotto forma di credito d’imposta, non è collegato all’acquisto di auto nuove. Vale cinque anni e può essere usato per abbonamenti al trasporto pubblico locale e regionale, sharing mobility con veicoli elettrici o a zero emissioni, anche in favore dei familiari conviventi. Il beneficio però viene revocato se il soggetto in questione o un familiare convivente, provveda all’acquisto, al leasing o al noleggio a lungo termine di un’autovettura non a basse emissioni entro i due anni successivi. Infine, il buono non costituisce reddito imponibile del beneficiario e non rileva ai fini dell’Isee.

Prodotti sfusi e sussidi ambientali

Sono due punti che avevano fatto molto discutere. Sul piano dei prodotti sfusi in prima istanza si prevedeva lo sconto del 20% per chi comprava prodotti sfusi che siano liberi da plastica o altri imballaggi. Lo sconto era diretto per gli acquirenti e sotto forma di credito di imposta per i venditori con un limite di 10 milioni annui, ma nella seconda bozza gli incentivi spariscono così come il taglio graduale ai sussidi ambientalmente dannosi del peso totale di circa 17 miliardi. Sparisce tutta la dicitura: “sono ridotte nella misura almeno pari al 10% annuo sino al loro progressivo annullamento entro il 2040”. Gli “importi sono destinati, nella misura del 50%, a uno specifico fondo istituito presso il ministero dell’economia per il finanziamento di interventi in materia ambientale, con priorità alla revisione dei sussidi ambientalmente favorevoli, alla diffusione e innovazione delle tecnologie e dei prodotti a basso contenuto di carbonio e al finanziamento di modelli di produzione e consumo sostenibili”.

Ma quest’ultimo punto, secondo Sergio Costa potrebbe andare a finire nella Legge di Bilancio. Invariate invece le misure per limitare le emissioni inquinanti nell’atmosfera del trasporto scolastico grazie a un fondo in favore del servizio di scuolabus a ridotte emissioni per le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, comunali e statali ricadenti nell’ambito delle città metropolitane. In totale si parla di 10 milioni di euro annui.

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Dominella Trunfio

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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