Crollo diga mineraria in Brasile: disastro ambientale e umano, 9 morti e 300 dispersi

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Una colata di fango e detriti ferrosi. Un altro disastro ambientale e umano nel grande Paese del Sud America, che purtroppo non è nuovo a simili tragedie e che anche oggi piange i suoi defunti.

Il 25 gennaio 2019 ci sono stati almeno nove morti e 300 dispersi per il crollo di una diga mineraria in Brasile, nel comune di Brumadinho, nell’area metropolitana di Belo Horizonte.

La tragedia è avvenuta nello stato di Minas Gerais, nel sud est del Brasile e la maggior parte delle vittime erano dipendenti di Vale, la compagnia mineraria proprietaria della diga. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, al momento dell’incidente c’erano 427 persone, di cui 279 sono stati tratte in salvo.

Purtroppo però ci sono almeno altri 300 dispersi (oltre ai 9 morti accertati) di cui ancora non si hanno notizie. E questo disastro segue il terribile incidente del 2015, che uccise 19 persone sempre a causa di un crollo di un’altra diga e che lascia tutt’oggi i sopravvissuti in una zona ancora altamente contaminata, che ha rischiato di “uccidere” il fiume Rio Doce, inquinato da fango tossico, arsenico e mercurio. Come se non bastasse, un altro disastro.

“Il salvataggio e la cura dei feriti sono in corso sul posto per mano del Corpo de Bombeiros e Defesa Civilassicura la società – Nessuna conferma sulla causa dell’incidente”.

Le dichiarazioni dei sopravvissuti sono agghiaccianti, riferendo una colata di fango correre verso l’ingresso e la caffetteria dell’azienda all’ora di pranzo.

Nel registro nazionale dell’Agenzia mineraria nazionale, la diga di Córrego do Feijão, distretto rurale dove è avvenuto il disastro, è classificata come una piccola struttura a basso rischio ma ad alto potenziale di danno. In altre parole, secondo i parametri considerati, la diga sarebbe una struttura solida, ma potenzialmente disastrosa in caso di frattura.

crollo diga brasile 25gen19

La legge 12.334/10 spiega a questo proposito che il rischio è calcolato sulla base delle caratteristiche tecniche, dello stato di conservazione del progetto e del rispetto del Piano di sicurezza della diga. Il danno potenziale, invece, si riferisce alle possibili perdite di vite umane e agli impatti economici, sociali e ambientali derivanti dalla sua rottura. Che è avvenuta.

La nostra più grande preoccupazione in questo momento è di assistere le possibili vittime di questa grave tragedia”, ha dichiarato Otávio Santana do Rêgo Barros, portavoce del Presidente della Repubblica brasiliana.

La preoccupazione immediata è anche la nostra, ma, ricordando quanto avvenuto nel 2015 a seguito dell’incidente, ci domandiamo anche come è possibile che certi disastri avvengano ancora e soprattutto se le conseguenze a lungo termine, almeno stavolta, saranno limitate da misure adeguate.

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Roberta De Carolis

Foto: BBC

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
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