Inquina più friggere una cotoletta che un’auto Euro 0 in circolazione. Lo studio italiano

cotoletta

Spadellare una cotoletta fa più danni all’ambiente rispetto a una macchina Euro 0. Non solo perché fatta di carne, proveniente molto probabilmente da allevamenti intensivi, ma anche perché il processo di frittura rilascia particolato fine e ultrafine inquinante.

Si parla nello specifico di inquinamento indoor: se il fumo della frittura non viene aspirato sistematicamente dalla cappa, potrebbe contagiare l’aria e gli ambienti in cui si soggiorna e provocare danni alla salute di chi la abita. Esattamente come succede con l’arrosto, “colpevole” di rendere l’aria domestica più inquinata di quella di Nuova Delhi.

A dirlo sono i ricercatori dell’Università Sacro Cuore di Milano e Brescia che, nello studioAnapnoi, respirare bene per invecchiare meglio”, sottolineano quanto l’inquinamento atmosferico nelle case contribuisca allo sviluppo di alcune patologie polmonari nella fascia di popolazione più vulnerabile come quella degli anziani.

Colpa della cotoletta, ma della frittura in generale in casa, è quella di sprigionare particolato che, si sa, in generale corrisponde alla “polvere respirabile”, cioè in grado di penetrare profondamente nei polmoni e danneggiare la salute.

È per questo che mentre si cucina, soprattutto mentre ci si dedica a un frittura, è bene:

  • mantenere aperte le finestre
  • antenere gli ambienti ben ventilati
  • usare l’estrattore d’aria con scarico all’esterno

Il progetto “Anapnoi. Respirare bene per invecchiare meglio” ha coinvolto per tre anni medici, fisici, agrari e sociologi delle quattro sedi dell’Ateneo (oltre a Brescia, Milano, Roma e Piacenza).

Le categorie più a rischio sono senza dubbio bambini, anziani e persone con patologie pregresse. Ma cosa possiamo fare per vivere meglio anche nelle nostre case?

Ecco, se volete conoscere i migliori trucchi per migliorare l’aria domestica, potete seguire il nostro corso “Inquinamento domestico: come migliorare l’aria che respiriamo a casa e in ufficio“.

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