In India, il cielo torna blu: l’Himalaya visibile da 200 km di distanza per la prima volta dopo 30 anni

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Alzando gli occhi al cielo, a Nuova Delhi, si torna a notare un colore dimenticato: il blu. Sembra incredibile ma in alcune città del mondo, ad esempio in India, il grigio dell’inquinamento nasconde quasi costantemente un elemento naturale che noi diamo per scontato.

Ma qui in una delle città più inquinate della terra, dove molte persone indossano abitualmente mascherine per filtrare gli inquinanti, recentemente è visibile qualcosa di molto raro e meraviglioso: il cielo azzurro.

Pochissime auto in strada, fabbriche chiuse, smog e fumi ridotti al minimo, quasi nessun cantiere attivo in India. Così Nuova Delhi, la megalopoli indiana, torna a respirare regalando ai cittadini non solo aria pulita ma anche la bellezza dimenticata del cielo pulito.

Di notte ci sono le stelle. Durante il giorno l’aria è così linda che si può assaporare senza il solito retrogusto metallico fumoso, raccontano i residenti. È questo uno dei pochi aspetti positivi del coronavirus: il mondo è stato costretto a fermarsi, rinchiudendosi in casa ma alleggerendo il carico di inquinamento.

Ma c’è anche un risvolto negativo: il cielo è azzurro, le città sono deserte ma non si può vivere tutta questa bellezza di persona, la si può solo ammirare da finestre e balconi.

Gli anziani residenti di Delhi, che hanno memoria del lontano passato, ne sono certi: l’aria non è così pulita da decenni.

“Guardo il cielo abbastanza spesso e mi godo il blu dal mio balcone”, ha detto Sudhir Kumar Bose, 80 anni, professore di inglese in pensione. “Non so quanto durerà ma in questo momento mi sento molto meglio.”

Non è solo Delhi, ma Chennai, Ahmedabad, Bangalore e Ghaziabad. In tutta l’India, le città possono improvvisamente respirare, 1,3 miliardi di persone si sono fermate a causa del coronavirus. Lo stanno facendo anche molte altri luoghi del mondo, da Milano a Los Angeles, da New York a Pechino ma essi non raggiungono neanche lontanamente i livelli indiani.

L’anno scorso il paese ha superato le classifiche dei peggiori luoghi inquinati, ospitando 14 delle 20 città con la peggiore qualità dell’aria. Delhi è tra queste, ma la scorsa settimana essa ha registrato un indice molto più basso, paragonabile a quello delle altre città del mondo.

La differenza non è percepita solo dagli occhi ma anche dagli altri sensi. Anche le persone che soffrono di malattie respiratorie ne stanno traendo numerosi benefici:

“I miei vecchi pazienti dicono che non riescono a crederci. Si sentono più leggeri, usano gli inalatori meno frequentemente, la maggior parte di loro sta meglio” , ha detto il dott. Arvind Kumar, chirurgo toracico di Delhi.

Dall’India si torna a vedere anche l’Himalaya

Sembrava impossibile fino a un mese ma fa le cime innevate dell’Himalaya possono essere ammirate anche dalle città indiane che si trovano a 200 km di distanza.

Alcune persone hanno scherzato sul fatto che potevano vedere il Canada dallo stato del Punjab, altri hanno aggiunto che l’aria era così chiara che presto sarebbero stati in grado di vedere Dio. Ironia a parte, alcuni residenti nell’India settentrionale hanno la fortuna di poter vedere l’Himalaya pieno di neve per la prima volta in 30 anni.

Affascinante, sorprendente, massiccio. Gli aggettivi e le foto sui social sono numerosi, al pari dello stupore degli abitanti del distretto di Jalandhar nel Punjab

“Possiamo vedere chiaramente le montagne innevate dai nostri tetti. E non solo, di notte sono visibili le stelle. Non ho mai visto nulla di simile in questi ultimi tempi ”, ha detto Seechewal, che da decenni si occupa di sensibilizzare sull’inquinamento ambientale.

L’ex giocatore di cricket indiano Harbhajan Singh ha aggiunto che è un’esperienza mai vista prima.

“Non ho mai visto Dhauladar dal mio tetto di casa a Jalandhar. Non avrei mai immaginato che fosse possibile. Una chiara indicazione dell’impatto che l’inquinamento ha avuto sulla madre terra ”, ha pubblicato su Twitter.

 

Non si sa per quanto durerà, probabilmente dopo l’emergenza si ricomincerà a inquinare anche peggio per recuperare il tempo (e il denaro) perduto ma oggi, finché si può, in India come in Italia assaporiamo dalle nostre finestre la bellezza del cielo azzurro e delle pulite notti stellate.

Fonti di riferimento: NYTimes, SBS, Twitter

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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