Copenhagen, continuano gli arresti e gli scontri con la polizia, ma anche le proteste pacifiche

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Non si placano gli scontri e le proteste a Copenaghen. In aggiunta a quelle dei giorni precedenti, l’avvicinarsi della conclusione del vertice sul clima e la mancata risoluzione del vertice in un accordo, aizza ancora di più gli animi degli ambientalisti. E così questa mattina oltre 1200 manifestanti hanno iniziato a marciare verso il Bella Center che in questi giorni ospita il vertice.

La situazione si è fatta rovente quando, dopo il tentativo di alcuni di essi di scavalcare le barriere del centro, la polizia è intervenuta con manganelli e gas urticanti. Il tutto sotto una continua e fitta nevicata. Ad ora sono circa 250 le persone fermate. Tra esse un italiano, il portavoce del movimento Climate Justice Action, bloccato mentre guidava un blocco di persone vestite di nero. Anche ieri, un altro italiano, Luca Tornatore, è stato fermato.

La protesta a Copenhagen, però, non è sinonimo soltanto di scontri e violenze, ma anche di manifestazioni dimostrative pacifiche, come quella del gruppo di persone che ha sfilato indossando costumi di animali. O ancora i White Bloc, con addosso tute bianche e con i capelli ornati di fiori.

In più, gli attivisti di alcune Ong, soprattutto Friends of the Earth, sono riusciti a intrufolarsi nel centro congressi grazie a regolari pass ma sono stati loro preclusi gli accessi interni. Così, hanno trascorso la mattinata seduti all’ingresso. Ma anche alcuni delegati dei paesi poveri si sono uniti all’assemblea, lasciando il Bella Center. Coinvolto suo magrado nella manifestazione anche il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che per circa un’ora è rimasta bloccata tra i manifestanti.

La protesta pacifica impazza anche sul web. Il sito Avaaz.org, già noto per le sue mobilitazioni globali on-line, si è messo in moto per raccogliere 15 milioni di firme in tre giorni, da consegnare poi ai Capi di Stato e di Governo durante gli incontri delle prossime 48 ore. Fino ad ora, dopo un solo giorno, sono state raccolte 10 milioni di firme.

Francesca Mancuso

Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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