Contro lo smog, meno riscaldamento nelle case e più caldaie nuove

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Per combattere lo smog che attanaglia le nostre città, come emerso anche nell’ultimo dossier di Legambiente Mal’Aria 2010 e dai vari ammonimenti giunti dall’Unione europea, non bisogna intervenire solo sulle polveri sottili generate dalle automobili, ma anche sul riscaldamento domestico, riducendo le temperature e rinnovando la caldaia.

Accorgimenti questi che, ribaditi diverse volte da noi di greenMe.it adottati già da molti di voi per risparmiare energia in inverno – potrebbero diventare dei “provvedimenti impopolari” all’interno di un Piano nazionale contro lo smog. Ad anticiparlo in un intervista concessa questa mattina al Corriere della Sera, il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo che ha ribadito l’impegno suo e del suo dicastero nei confronti della salvaguardia dell’ambiente e della salute degli italiani attraverso una strategia combinata, messa a punto in collaborazione con i ministeri dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture che, insieme, stanno lavorando da otto mesi per affrontare a muso duro, e su diversi fronti, il problema dell’inquinamento urbano. Anche a rischio di adottare misure impopolari come i limiti di velocità sulle strade o “intimidazioni a tenere le temperature più basse negli appartamenti“.

Un piano nazionale anti Pm10 che spazierà dal risparmio energetico nelle abitazioni alla mobilità sostenibile, ma che prevederà anche interventi su agricoltura e industria. Così, alla rottamazione dei vecchi mezzi di trasporto pubblici si dovranno affiancare anche le rottamazioni delle vecchie caldaie, magari attraverso particolari formule ed incentivi sia per i Comuni che per i cittadini. Studiando però una metodologia efficace e tentando di imparare dagli errori commessi in passato: “Avevamo messo a disposizione finanziamenti per i filtri antiparticolato con un’agevolazione del 25% per i mezzi pubblici. Le Regioni non hanno accolto positivamente l’iniziativa, l’unica richiesta è arrivata dal comune di Roma“.

Il piano prevederà, oltre agli interventi sulla mobilità e sulle abitazioni, anche quelli sull’industria, a partire dalla certificazione per la sostenibilità ambientale degli impianti, l’A.I.A., l’autorizzazione integrata ambientale. “ll ministero dell’Ambiente sta mettendo sotto esame tutti gli impianti industriali più importanti d’Italia, sono circa duecento“. Di queste, fino ad ora hanno ottenuto l’autorizzazione solo una sessantina di aziende, “ma si andrà avanti, a ritmi serrati, fino alla fine. Quando sono arrivata al ministero di autorizzazione ne era stata rilasciata soltanto una“.

Simona Falasca

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Direttore responsabile ed editoriale di greenMe. Ha una laurea in Scienze della comunicazione e un'esperienza pluriennale negli uffici stampa. In greenMe ha trovato il modo di dare sfogo alla sua "natura" più vera.
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