Conte: “inseriremo tutela ambientale e sviluppo sostenibile nella Costituzione Italiana”

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“Indicatori economici come il Pil, a cui si fa riferimento tradizionalmente, troppo spesso non riescono a restituire le difficoltà delle famiglie in modo sintetico e parziale. Bisogna tendere verso un nuovo modello di sviluppo che ponga al centro la qualità di vita e il benessere dei cittadini”.

Lo ha detto il premier Giuseppe Conte intervenendo al Festival dello Sviluppo Sostenibile 2020 alla Farnesina, che è riuscito a collegarsi in tempo nonostante una mattinata piena di impegni. Il Premier, dopo un excursus sull’insostenibilità del nostro modello di crescita che produce diseguaglianze sociali, ha ricordato come l’impegno in direzione dello sviluppo sostenibile sia ormai consolidato, dal punto di vista teorico e anche ormai da quello delle buone pratiche.

Non si tratta quindi di una prospettiva “visionaria”, ma di prassi che hanno consistenza e plausibilità a livello scientifico mondiale, che stanno portando a una conversione che si può definire “ecologica” della nostra società.

“I giovanissimi stanno lanciando al mondo un allarme, mostrando sempre maggior consapevolezza. Non vogliono che la classe dirigente attuale possa oscurare il loro futuro. Dobbiamo rimediare assolutamente le conseguenze del cambiamento climatico, dell’inquinamento e del depauperamento del capitale naturale. Tutti i decisori devono capire che è il momento delle scelte, non si può più tergiversare. I giovani ci chiedono un patto intergenerazionale. Possiamo rispondere con una visione egoistica o predisporci a questo. Questo è il moneto delle scelte, di cui dobbiamo avere tutti la chiara portata”.

Poi Conte parla della pandemia e delle difficoltà avute nell’affrontare questa enorme crisi, spiegando tra l’altro che i test rapidi verranno presto messi a disposizione dei medici di famiglia che ne faranno richiesta, per affrontare nelle prossime settimane l’enorme mole di tamponi richiesti.

Il Covid-19 genererà nel frattempo nuove disuguaglianze e nuove povertà, ma misurare questi effetti è molto difficile in questo momento di assoluta incertezza.

“I Governi considerano prioritario il PIL. Ma gli indicatori economi ci che prendiamo a riferimento troppo spesso non riescono a restituire le concrete difficoltà delle famiglie. Per questo nella fase di rilancio dobbiamo tenedere a un nuovo modello di sviluppo che pone al centro la qualità di vita dei cittadini. Abbiamo bisogno di nuovi elenchi che ci consentano di leggere la complessa realtà che stiamo vivendo in modo organico e in prospettiva sostenibile”, aggiunge il Premier.

Sono due le esigenze attuali: da un lato integrare la logica prettamente economico includendo anche la tutela ambientale e gli aspetti sociali, dall’altro misurare la realtà con indicatori adeguati.

Per questo, Conte ribadisce anche l’intenzione di voler inserire un riferimento esplicito nella Costituzione, rafforzando il principio della tutela ambientale, della preservazione della biodiversità e dello sviluppo sostenibile, proprio come aveva annunciato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

“Il governo attuale ha a disposizione un’occasione storica che altri non hanno avuto. Per recuperare un gap provocato anche da politiche che hanno realizzato modelli di politica economica non attuali”, ha detto il premier parlando poi dei fondi per la ripresa in arrivo dall’Europa. Possiamo voltare pagina, lavorando tutti insieme, in Italia e Europa”, per una svolta “più ambientale, inclusiva e sociale”.

Insomma, il quadro è chiaro: non possiamo tornare alla normalità, soprattutto dopo questa pandemia. Serve un cambio di passo e un nuovo umanesimo, rispondendo all’appello delle nuove generazioni.

“Stiamo lavorando per i nostri figli”, conclude il Premier.

Fonte: Giuseppe Conte Youtube

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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