Condono edilizio: spunta l’emendamento del Pdl. Le associazioni sul piede di guerra

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Nitto Palma non demorde. Il condonio edilizio in Campania è sempre più nei piani del governo. Un nuovo emendamento, presentato da Domenico De Siano del Pdl, propone di riaprire, fino al 31 dicembre 2013, i termini del condono edilizio 2003.

Nel corso di un’intervista rilasciata al quotidiano Il Mattino, il nuovo presidente della Commissione Giustizia al Senato, è apparso sempre più intenzionato a riaprire la sanatoria per gli edifici abusivi in Campania.

Non capisco dove stia lo scandalo, riteniamo di avere ragione e porteremo avanti la nostra battaglia” ha detto, secondo quanto riportato dal Fatto Quotidiano. La vicenda però ha radici antiche, che passano per la riapertura dei termini del condono del 2003 per aggirare la legge regionale campana del 2004 che rende insanabili gli immobili abusivi in aree vincolate, impedendo anche le demolizioni.

Di recente, nel corso di un’intervista rilasciata a Radio24, Nitto Palma aveva fatto riferimento alla disparità di trattamento tra le Regioni dovuta a due leggi della Campania dichiarate illegittime dalla Corte costituzionale. Da qui l’idea di riaprire il condono. “Presenteremo subito una iniziativa di legge per tutelare gli interessi dei cittadini campani che non possono vedere andar giù la loro casa“. Secondo Il Fatto Quotidiano, solo in Campania sono presenti 129mila edifici illegali, 6mila nuovi ogni anno.

Sul piede di guerra le associazioni ambientaliste alla notizia dell’emendamento. “Il condono edilizio è diventato l’ossessione del Pdl, che cerca in tutti i modi di riaprire i termini di una scellerata sanatoria. Dietro il condono si nasconde il ciclo di un’economia criminale che ha determinato e continua a determinare il saccheggio del territorio, un nuovo abusivismo, a totale danno della parte sana dell’economia dell’edilizia e mettendo in pericolo il territorio” ha commentato il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, secondo cui il Paese deve affrontare ben altre emergenze tra cui la messa in sicurezza del territorio, il risanamento ambientale e la riqualificazione del patrimonio edilizio.

Il WWF e FAI, dal canto loro, hanno ufficialmente chiesto al Pdl di non appoggiare la proposta del proprio parlamentare De Siano e di prenderne le distanza, definendola una costante gattopardesca: “Proprio come nei meccanismi descritti nella celebre frase ‘Cambia tutto per non cambiare niente’ del romanzo ‘Il Gattopardo’ di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, che descriveva come una vecchia classe dirigente mostra di aderire alle novità per non perdere potere e privilegi antichi, così questa ennesima proposta di condono edilizio è il segno innegabile di continuità tra le diverse Legislature, oltre che di un vecchio modo di guadagnare consensi e, in generale, di fare politica“, spiegano le due associazioni.

WWF e FAI si chiedono se sia giusto che tale sforzo politico sia giustificato in un Paese alle prese con una devastante crisi economica e morale alla quale si risponde con vecchi strumenti di stampo clientelare che, come insegnano i precedenti condoni, portano poche soldi all’erario e costituiscono un moltiplicatore di illegalità. Questa ennesima proposta cade in un momento nel quale non solo le associazioni ambientaliste ma anche quelle dei costruttori edili sono impegnate nella elaborazione di proposte normative che, con l’obiettivo di arrestare il consumo di nuovo suolo, incentivino il riutilizzo di suoli già urbanizzati” concludono.

Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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