In Indonesia il cielo si tinge di rosso sangue a causa degli incendi

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L’Indonesia continua a bruciare e ad oggi la situazione appare ancor più seria ed inquietante. Hanno impressionato e fatto il giro del mondo una serie di scatti che ritraggono i cieli indonesiani di colore rosso sangue.

Le immagini che vedete non arrivano da Marte ma dall’Indonesia e più precisamente dai cieli della provincia di Jambi che, nel fine settimana, si sono tinti di rosso sangue. A fare le foto e diffonderle sui social è stata Eka Wulandari, ragazza di 21 anni che abita nel villaggio Mekar Sari.

Da allora le foto sono state condivise più di 34.000 volte e hanno fatto il giro del mondo. C’è chi ha persino pensato fossero dei falsi ma in realtà era tutto vero.

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Altri utenti hanno poi postato scatti e video molto simili che hanno confutato qualsiasi dubbio sulla veridicità di quanto accaduto.

La situazione dei boschi indonesiani è molto seria, continuano infatti a bruciare da molti giorni e la foschia provocata dalle fiamme sta creando danni anche alla popolazione che accusa fastidi agli occhi e alla gola oltre che irritazioni cutanee.

Ma a cosa è dovuto il fenomeno del cielo rosso? A questa domanda ha risposto il professor Koh Tieh Yong dell’Università delle scienze sociali di Singapore, esperto di meteorologia, che ha spiegato come l’insolito colore sia stato stato causato da un fenomeno noto come scattering di Rayleigh.

L’insolito colore del cielo è stato reso possibile da alcuni tipi di piccole particelle presenti nel fumo. Queste sostanzialmente hanno modificato la naturale rifrazione della luce e fatto in modo che si diffondesse maggiormente la luce rossa piuttosto che quella blu. Ad aiutare questo fenomeno c’è stato poi il fatto che le foto sono state scattate a mezzogiorno quando il sole alto nel cielo ha favorito il colorito rosso.

Non è in realtà la prima volta che il cielo si tinge di rosso in Indonesia, succede praticamente ogni anno quando puntualmente vengono appiccati gli incendi per favorire la deforestazione a “beneficio” dell’agricoltura. C’è da dire però che i livelli di foschia di quest’anno sono stati tra i peggiori.

Responsabili di questa situazione sono grandi aziende ma anche piccoli agricoltori che sfruttano le condizioni climatiche asciutte per eliminare la vegetazione in modo da avere più spazio per le proprie piantagioni.

La tecnica “taglia e brucia” utilizzata da molti nella regione è probabilmente il modo più semplice per gli agricoltori di ripulire la loro terra e li aiuta tra l’altro a sbarazzarsi di qualsiasi malattia che potrebbe aver colpito le loro colture. Tuttavia, questi incendi spesso sfuggono al controllo e si diffondono in aree boschive protette con tutte le terribili conseguenze che conosciamo.

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Francesca Biagioli

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