Arriva il devastante super ciclone Amphan, in piena emergenza coronavirus. Evacuate 2 milioni di persone in India e Bangaldesh

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L’India trema e teme l’arrivo del ciclone tropicale Amphan, di  categoria 5. Il ciclone potrebbe essere uno dei più violenti registrati nell’Oceano Indiano del Nord. Anche il Bangaldesh sta predisponendo l’evacuazione di milioni di persone.

Sono ore concitate quelle che l’India e il Bangaldesh sta attraversando. Quanto ipotizzato finora si sta verificando. Il ciclone tropicale Amphan ha raggiunto la categoria 5 nel Golfo del Bengala e si sta avvicinando sempre di più all’India nord-orientale. Secondo il bollettino rilasciato dal Dipartimento meteorologico indiano, il ciclone potrebbe raggiungere le coste mercoledì sera.

Nelle ultime 24 ore, vi è stata un’eccezionale e rapida intensificazione con venti fino a 140 nodi. Amphan dovrebbe raggiungere  il confine tra Bangladesh e India dove sono previste tempeste, venti distruttivi e inondazioni.  Calcutta, una delle principali città indiane, si trova lungo il suo percorso.

Al momento il ciclone si trova nelle acque estremamente calde del Golfo del Bengala dove le temperature della superficie del mare si aggirano attorno a 31-32 ° C. Ciò potrebbe ulteriormente aumentarne la forza devastante.

Il futuro percorso di Amphan è ancora incerto anche se i modelli realizzati finora ipotizzano uno spostamento verso nord e poi vero nordest prima dello sbarco nell’India nord-orientale. Sembra sempre più probabile che questo ciclone possa portare la sua forza distruttiva anche nelle aree costiere del Bengala Occidentale.

Al via l’evacuazione di 2 milioni di persone

L’India e il Bangladesh hanno iniziato a evacuare oltre due milioni di persone con l’approssimarsi del ciclone verso le loro coste. I meteorologi indiani hanno riferito che Amphan ha raggiunto venti fino a 240 chilometri all’ora con raffiche di 265 km/h (164 mph) sul Golfo del Bengala nella serata di lunedì.

La speranza è che possa indebolirsi prima di raggiungere la terraferma ma anche in quel caso i venti potrebbero raggiungere i 200 km/h, come ha spiegato SN Pradhan, capo della National Disaster Response Force dell’India.

ciclone amphan

India Meteorological Department

“La velocità del vento sarà di 195-200 km/h nelle aree residenziali. Causerà gravi danni alle case e alle persone”, ha detto Pradhan in una conferenza stampa.

Le autorità del Bangladesh hanno avvertito che Amphan potrebbe diventare la peggiore tempesta dal ciclone Sidr nel novembre 2007, quando morirono oltre 3.000 persone. Il segretario alla gestione delle catastrofi del Bangladesh, Shah Kamal, ha spiegato che circa 2 milioni di persone che vivono nelle zone pianeggianti saranno evacuati da oggi, ospitate nei 12.078 rifugi predisposti per evitare l’affollamento e la diffusione del coronavirus.

Anche i porti di alcune città costiere come Odisha sono stati svuotati e alle navi è stato ordinato di spostarsi verso il mare per evitare danni.

Al via la stagione dei cicloni

Amphan, nonostante la sua eccezionale violenza, è uno dei tanti cicloni che ogni anno raggiungono la costa meridionale del Bangladesh, che ospita 30 milioni di persone, e quella orientale dell’India. Entrambi i paesi infatti sono regolarmente colpiti da questi fenomeni che negli ultimi decenni hanno provocato centinaia di migliaia di vittime. La stagione dei cicloni di solito va da aprile a dicembre. Nel 1999, Odisha fu colpita da un super-ciclone che provocò quasi 10.000 morti. Nel 1991, la combinazione di tifone, tornado e inondazioni uccise 139.000 persone in Bangladesh.

La frequenza e l’intensità di queste tempeste è aumentata, in parte a causa dei cambiamenti climatici, ma per fortuna il bilancio delle vittime diminuisce sempre di più per via di evacuazioni più rapide e della costruzione di migliaia di rifugi costieri.

Fonti di riferimento: Aljazeera, India Meteorological Department,

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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