Ci siamo “mangiati” le foreste #WorldWildlifeday

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Dalle foreste dipende la sopravvivenza di milioni di persone e del Pianeta stesso. Si celebra oggi la giornata mondiale della natura selvatica. Istituita nel 2013 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 3 marzo, il giorno della firma nel 193 della Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e fauna selvatiche minacciate di estinzione, tale giornata ha lo scopo di celebrare gli animali e le piante selvatiche del mondo.

Si tratta dell’evento più importante dedicato alla natura selvatica. Il tema scelto per l’edizione 2021 è “Foreste e mezzi di sussistenza: sostegno per le persone e il pianeta”. La scelta di porre particolare attenzione alle foreste non è casuale ma evidenzia il loro ruolo fondamentale non solo nel garantire ossigeno all’uomo ma anche come mezzi di sopravvivenza per centinaia di milioni di persone a livello globale, e in particolare delle comunità indigene e locali con legami storici con le aree boschive.

Nel mondo, secondo le Nazioni Uniti tra 200 e 350 milioni di persone vivono all’interno o adiacenti alle aree boschive contando sui vari servizi ecosistemici forniti dalle specie forestali per il loro sostentamento e per coprire i bisogni più basilari, inclusi cibo, riparo, energia e medicinali.

Le popolazioni indigene e le comunità locali sono in prima linea nella relazione simbiotica tra l’uomo e la foresta, tra le specie selvatiche che le popolano e i servizi ecosistemici che forniscono. Circa il 28% della superficie terrestre del mondo è attualmente gestita da popolazioni indigene, comprese alcune delle foreste più incontaminate dal punto di vista ecologico. Questi spazi non sono solo centrali per il loro benessere economico e personale, ma anche per le loro identità culturali.

Le foreste, le specie forestali e i mezzi di sussistenza che dipendono da loro si trovano attualmente al crocevia delle molteplici crisi planetarie che stiamo affrontando, dai cambiamenti climatici, alla perdita di biodiversità e agli impatti sanitari, sociali ed economici della pandemia COVID-19. Per non parlare della deforestazione e dei molteplici interessi economici che minacciano i polmoni verdi del mondo.

Per questo oggi, la Giornata mondiale della natura selvatica ha proprio l’obiettivo di celebrare la capacità delle foreste di garantire la nostra sopravvivenza, cercando al tempo stesso di promuovere modelli e pratiche di gestione della natura selvatica che soddisfino sia il benessere umano che la conservazione a lungo termine delle varie specie.

“Le foreste e i boschi hanno un ruolo ambientale importante e forniscono servizi essenziali a centinaia di milioni di persone. Sostengono le risorse su cui molte comunità in tutto il mondo fanno affidamento per il proprio sostentamento, nonché il cibo in generale sicurezza, regolazione del clima e stabilità economica per il mondo intero. Celebrare questi mezzi di sussistenza e cercare di imparare da coloro che vivono direttamente da e all’interno delle foreste ci consentirà non solo di evidenziare l’importanza critica delle foreste per l’umanità e per il pianeta, ma anche di discutere di come possiamo rendere più sostenibile il nostro rapporto con loro e con tutte le specie selvatiche che ospitano” ha detto il segretario generale della CITES Ivonne Higuero.

Valore Natura

Tutelare le foreste non è dunque solo salutare ma è un importante volano per l’economica. Secondo il nuovo rapporto Valore Natura diffusa dal WWF proprio in occasione del World Wildlife Day 2021, ripristinare 350 milioni di ettari di foreste l’anno entro il 2030 potrebbe generare benefici per 170 milioni di dollari annui.

Secondo il WWF, in 50 anni abbiamo detto addio al 68% delle popolazioni di vertebrati (Living Planet Report 2020); un territorio grande come 20 volte la superficie della Francia è stato completamente degradato e in Europa, l’81% degli habitat tutelati dall’omonima Direttiva si trova in uno stato di conservazione inadeguato. Purtroppo  danneggiare la biodiversità potrà avere conseguenze negative sulla nostra salute.

“I servizi essenziali garantiti dagli ecosistemi come foreste, praterie e zone umide includono la produzione di ossigeno e acqua potabile, la riduzione degli inquinanti in atmosfera, nelle acque e nei suoli, la disponibilità di materie prime naturali nonché medicinali e principi utili alla ricerca biomedica. Questi servizi hanno, poi, un ruolo centrale nella mitigazione del riscaldamento globale. Recenti ricerche dimostrano, infatti, come le cosiddette soluzioni basate sulla natura- tra cui il ripristino di foreste naturali, torbiere, mangrovieti e il recupero degli ecosistemi acquatici e marini- contribuirebbero a più di un terzo degli sforzi necessari per mitigare il cambiamento climatico entro il 2030 e abbatterebbero le emissioni di CO2 totali di oltre 10 miliardi di tonnellate l’anno, l’equivalente delle emissioni attuali combinate di Stati Uniti e Unione Europea”

spiega il WWF secondo cui rinaturando almeno 350 milioni di ettari di foreste entro il 2030 guadagneremmo circa 140 miliardi di euro all’anno in termini di incremento della produttività agricola ma anche di mitigazione dei cambiamenti climatici grazie al sequestro di oltre 5 miliardi di tonnellate di CO2 l’anno.

“L’Italia deve dimostrarsi all’altezza della sfida a cominciare dalla revisione alla proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza che, così come richiesto a livello europeo, dovrà prevedere che almeno il 37% delle risorse stanziate vadano ad azioni per il clima e la biodiversità. Il governo, inoltre, dovrà superare i limiti dell’attuale impostazione del PNRR che non individua né risorse, né strumenti dedicati specificatamente alla riqualificazione e resilienza del nostro patrimonio naturale, per tutelare e valorizzare la nostra biodiversità (tra le più ricche d’Europa). Abbiamo bisogno di un Grande Piano per riqualificare la natura d’Italia, per tutelare le aree di maggior pregio naturalistico del nostro Paese, favorire la resilienza degli ecosistemi e le connessioni ecologiche. Un Piano che consenta di fermare e invertire la curva della perdita di biodiversità terrestre e marina e introduca, nel contempo, elementi di sostenibilità e di qualità in settori importanti per il rilancio dell’Italia, quali quello turistico, forestale, agricolo e della pesca” conclude l’associazione.

QUI gli eventi in programma in tutto il mondo in occasione del WorldWildlifeDay

Fonti di riferimento: Wildlifeday, WWF

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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