Torna l’acqua nelle cascate dell’Iguazù, che recuperano la loro bellezza dopo una siccità storica

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In Argentina una delle più gravi siccità degli ultimi decenni ha fatto letteralmente sparire le cascate dell’Iguazú. Ma adesso finalmente l’acqua è tornata.

Nel corso degli ultimi mesi, soprattutto ad aprile, una delle peggiori siccità della storia ha colpito una delle principali attrazioni turistiche argetine. Le cascate dell’Iguazu sono generate dall’omonimo fiume e si trovano al confine tra la provincia argentina di Misiones e lo Stato brasiliano del Paraná. Si tratta di un enorme sistema formato da ben 275 cascate, con altezze fino a 70 metri, lungo 2,7 chilometri del fiume Iguazú.

La maggior parte di esse si trova nel territorio argentino e sono condivise dal Parco nazionale dell’Iguazú (Argentina) e dal Parco nazionale dell’Iguaçu (Brasile), entrambi designati dall’UNESCO patrimonio dell’umanità nel 1984 e 1986.

cascate dell'Iguazù

@Shutterstock/ sharptoyou

La grave siccità 

Negli ultimi tempi, la loro bellezza è stata mutilata dalla gravissima siccità che si è abbattuta nell’area per via della scarsità di piogge negli ultimi tre mesi nell’area dello stato di Paraná. Di conseguenza, il fiume Iguazú ai minimi storici non è riuscito ad alimentare le cascate.

Per comprendere la portata storica della siccità basti pensare che dal 1931, quando le acque hanno iniziato a essere monitorate, il fiume Iguazú non aveva mai avuto un livello così basso come quello registrato il 10 maggio 2020: i dati della Prefettura hanno rilevato solo il 10% del normale flusso. Ad aprile il flusso era inferiore a 300 metri cubi, ma questa domenica, grazie alle piogge che si sono riversate sull’area, hanno recuperato il loro splendore.

Ecco come apparivano le cascate a causa della mancanza di acqua

cascate dell'Iguazù

@TN

L’acqua è tornata

Finalmente l’acqua è tornata a scorrere nel fiume e lungo le cascate dell’Iguazú. Non siamo ancora ai normali parametri (circa 1200-1500 metri cubi al secondo) ma il volume d’acqua sta salendo. Era pari a 519 metri cubi durante il primo monitoragio, ma poche ore dopo era pari a 558.

“Che gioia, le piogge che stavamo aspettando così tanto sono arrivate, questo è positivo non solo per le nostre meravigliose cascate, ma anche per la nostra giungla, flora, fauna e anche affinché l’acqua raggiunga le nostre comunità. Gli specialisti avevano previsto l’arrivo delle piogge per la fine di maggio e l’inizio di giugno e grazie a Dio sono arrivate. È emozionante vedere le nostre cascate con questo flusso, dopo aver subito una siccità critica come quella che abbiamo avuto” ha detto il presidente dell’Ente municipale di Tursimo de Iguazú (ITUREM).

Senza turisti a causa del coronavirus

Dal 14 marzo, il Parco Nazionale che protegge questa meraviglia naturale ha chiuso i battenti. Ad ammirare la loro bellezza quest’anno non saranno i turisti, di solito sono molto numerosi.

Con una media giornaliera di 5000 visitatori al giorno, nel 2019 le cascate di Iguazú hanno registrato un record pari a 1.620.000 turisti. Nel 2020, fino al 14 marzo, 425.000 avevano visitato il parco.

Fonti di riferimento: LaNacion

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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