Cambiamenti climatici: fanno male alla salute. Anche Obama lo ammette

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I sono dannosi non solo per l’ambiente ma anche per la salute umana. A sostenerlo nei giorni scorsi è stato il presidente Usa Barack Obama nel corso di una tavola rotonda condotta alla Howard University sugli effetti del global warming.

Per molti di noi appare un’ovvietà ma il collegamento tra cambiamenti climatici e salute difficilmente viene preso in esame negli ambienti politici. Meno ancora se a parlarne dovrebbero essere i maggiori inquinatori del pianeta.

Ma ormai è innegabile: le attività dell’umanità stanno cambiando il clima, con conseguenze a cascata non solo sull’ambiente in senso stretto ma anche sui suoi abitanti, uomo incluso.

Questo nuovo modo di parlare di cambiamenti climatici, collegato alle questioni sanitarie, ha visto confrontarsi, lo scorso martedì, il presidente Obama con la dott. Vivek Murthy e Gina McCarthy, capo dell’Epa, in occasione della National Health Week.

Ci sono tutta una serie di impatti sulla salute pubblica che stanno per colpirci direttamente, quindi dobbiamo fare meglio per proteggere gli americani vulnerabili”, ha detto Obama. “In ultima analisi, però, tutte le nostre famiglie stanno per essere vulnerabili. Non è possibile evitare di respirare”.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, i cambiamenti climatici provocheranno altri 250.000 morti all’anno tra il 2030 e il 2050.

E le cause le conosciamo bene. Ad elencarle è la stessa Epa (Environmental Protection Agency). Il cambiamento climatico e l’inquinamento da anidride carbonica si ripercuote nel cibo che mangiamo, insieme ad altri inquinanti pericolosi come particolato, ossidi di azoto, biossido di zolfo e che portano ad asma e alle malattie respiratorie, tra cui alcuni tipi di cancro.

Con l’aumentare delle temperature, lo smog aumenta e le stagioni delle allergie si allungano, aumentando i rischi per la salute delle nostre famiglie e rendendo più difficile per i bambini la respirazione. Le temperature più calde aumentano anche le malattie trasmesse da vettori espandendo le stagioni e i limiti geografici di zecche, zanzare e altri insetti”. Malaria, diarrea e malnutrizione sono alcune delle emergenze che l’uomo si potrebbe ritrovare a fronteggiare in misura maggiore rispetto a oggi. “Anche se abbiamo limiti per inquinanti tossici come mercurio, zolfo e arsenico, non ci sono attualmente limiti all’inquinamento del carbonio delle centrali elettriche, la più grande fonte della nostra nazionespiega l’Epa.

Da qui la proposta di ridurre tale forma di inquinamento attraverso delle norme specifiche – il Clean Power Plan -volte a tagliare l’inquinamento da carbonio del 30 per cento dal settore energetico statunitense entro il 2030, ma anche a ridurre gli altri inquinanti legati alle malattie respiratorie e cardiovascolari.

Ma cosa sta facendo attualmente l’Amministrazione Obama per ridurre l’impatto dei cambiamenti climatici sulla salute pubblica? Secondo quanto illustrato dalla Casa Bianca, si stanno ampliando i dati in modo da informare meglio gli scienziati e le comunità su come identificare, ridurre e prevenire gli impatti sulla salute.

Inoltre, sarà necessario preparare la prossima generazione di medici e operatori sanitari addestrandoli ad affrontare tali aspetti. Ma saranno avviati degli studi per mettere in relazione eventi meteorologici e climatici estremi, alla qualità dell’aria, alle malattie trasmesse da vettori, ai problemi di acqua e legati all’alimentazione, alla salute mentale e al benessere, con particolare attenzione ai rischi che le fasce più deboli della popolazione si ritroveranno ad affrontare, ovveri i bambini, gli anziani e gli ammalati.

Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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