Il 2020 è stato l’anno più caldo mai registrato in Europa, è il peggiore di sempre

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Il riscaldamento globale continua a crescere a ritmi spaventosi e il 2020 è stato un anno da record per il caldo in Europa. Ma anche nella regione artica le temperature sono state eccezionalmente alte. A dirlo sono i dati del rapporto annuale Copernicus Climate Change Service, pubblicato oggi in occasione dell’Earth Day 2021. A livello globale, il 2020 è stato anche uno dei tre anni più caldi mai registrati. Durante lo scorso anno le concentrazioni di gas serra (CO2 e CH4) hanno continuato ad aumentare, raggiungendo i livelli annuali più alti dal 2003, anno in cui sono iniziate le osservazioni satellitari. E questa situazione non dovrebbe farci dormire sogni tranquilli. 

 “Il rapporto sullo stato del clima in Europa 2020 offre un’analisi completa degli eventi climatici europei rilevanti, prendendo in considerazione molteplici indicatori climatici e confrontandoli anche con il contesto globale.” – commenta Carlo Buontempo, Direttore di Copernicus Climate Change Service (C3S) – “Analizzare l’interazione di variabili come la temperatura, il ghiaccio marino, le precipitazioni, la portata dei fiumi o l’umidità del suolo sottolinea l’importanza di monitorare tutte le parti del nostro sistema climatico, per comprendere le tendenze climatiche in evoluzione e risalire alla loro origine grazie al tracciamento. È più importante che mai utilizzare le informazioni disponibili per agire e adattarsi al cambiamento climatico e accelerare i nostri sforzi per ridurre i rischi futuri”.

Caldo record in Europa 

I risultati del Rapporto sullo stato del clima in Europa confermano che i livelli di riscaldamento globale stanno continuando a crescere e non stiamo facendo abbastanza per invertire la direzione del fenomeno. Nel 2020, la temperatura annuale del Vecchio Continente è stata, infatti, la più alta mai registrata, almeno 0,4 °C sopra la media dei cinque anni più caldi dell’ultimo decennio. L’autunno e l’inverno in Europa sono stati i più caldi registrati. In inverno è stato stabilito un nuovo record con 3,4 °C al di sopra la media registrata nel periodo compreso tra il 1981 e il 2010 e circa 1,4 °C in più rispetto al record precedente.

In particolare, L’Europa nord-orientale è stata eccezionalmente calda con temperature di 1,9 °C al di sopra della media delle registrazioni precedenti. Durante l’inverno, in questa regione sono state registrate temperature massime e minime rispettivamente fino a 6 °C e 9 °C al di sopra della media del periodo 1981-2010.

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@Copernicus

Nel 2020, le ondate di calore in Europa non sono state così intense o durature come negli ultimi anni. Tuttavia, durante l’estate episodi di caldo anomalo si sono verificate in aree come Scandinavia a giugno e in Europa occidentale ad agosto. Inoltre, ad agosto una dorsale di alta pressione ha portato aria calda dall’Africa e in Francia sono stati battuti diversi record di temperatura massima proprio in quel mese. 

Concentrazioni di gas serra in aumento 

Nel corso del 2020 sono aumentate anche le concentrazioni globali di anidride carbonica (CO2) e metano (CH4). Le time preliminari dai dati satellitari indicano che le concentrazioni di CO2 sono aumentate dello 0,6% durante l’anno e quelle di CH4 di quasi lo 0,8%. I dati mostrano anche che le concentrazioni atmosferiche di gas serra per il 2020 hanno raggiunto la loro media annuale globale più alta tra le registrazioni effettuate da CAMS dal 2003. L’analisi preliminare indica che la CO2 è aumentata ad un tasso leggermente inferiore rispetto a quello degli ultimi anni, mentre il CH4 è aumentato più rapidamente rispetto agli ultimi anni.

Inoltre, i risultati indicano che questi cambiamenti derivano da una combinazione di effetti che hanno indotto leggere riduzioni delle emissioni legate ai periodi di lockdown per l’emergenza Covid-19 e a un aumento dei flussi di temperature calde sulle superfici terrestri, che hanno influenzato le fonti di CO2 e di CH4.

Un anno molto caldo anche per l’Artico

Nel 2020 non si è registrato soltanto un caldo record per il Vecchio Continente. Anche per l’Artide si è trattato del secondo anno più caldo – da quando sono iniziati monitoraggi satellitari -, con una temperatura superficiale dell’aria di 2,2 °C sopra la media rispetto al periodo 1981-2010. Mentre l’inizio dell’anno è stato più freddo della media in gran parte della regione artica, l’estate e l’autunno hanno compensato con le temperature più alte mai registrate.

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@Copernicus

Le alte temperature artiche del 2020 sono state causate principalmente da un anno eccezionalmente caldo nella Siberia artica. Per questa regione, il 2020 è stato l’anno più caldo con temperature di 4,3 °C sopra la media, 1,8 °C in più rispetto al record precedente. Inoltre, il ghiaccio marino è stato ai minimi storici per la maggior parte dell’estate e dell’autunno nei mari artici vicini.

Proprio il caldo eccezionale e la mancanza di neve hanno anche contribuito a episodi di siccità, fornendo condizioni favorevoli per vasti incendi, che si sono verificati principalmente nella Siberia artica nel periodo estivo, causando la più grande quantità di emissioni di CO2 causata da incendi boschivi almeno dal 2003.

Fonte: Copernicus

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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