I corpi umani dopo la morte ora possono essere trasformati in compost per gli alberi

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Trasformare il proprio corpo in compost per gli alberi dopo la morte: nello Stato di Washington, negli Usa, ora sarà legale una terza opzione per il fine vita, alternativa alla sepoltura e alla cremazione. La legge è stata approvata in via definitiva. È il primo Stato al mondo.

Il 22 maggio il governatore Jay Inslee ha firmato una normativa che consente agli americani dello Stato di Washington di scegliere il compost come destinazione del proprio corpo dopo la morte, a fronte di una serie di test e di un dibattito durato molto tempo.

Il metodo di trasformazione è stato testato dalla Washington State University in collaborazione con la società di Seattle Recompose, basato su una decomposizione organica che promette di essere naturale e sostenibile e che attualmente è sotto forma di brevetto in fase di valutazione per l’approvazione.

Stando a quanto riportato dalla stessa azienda, il processo di conversione comporta notevoli risparmi nelle emissioni di carbonio e nell’uso del suolo, utilizzando un ottavo dell’energia necessaria per la cremazione e una tonnellata in meno di anidride carbonica a persona.

“Se ogni residente di Washington scegliesse questa conversione come destinazione post-mortem, risparmieremmo oltre un milione e mezzo di tonnellate di anidride carbonica in soli 10 anni – si legge su una nota – Questo è l’equivalente dell’energia richiesta per alimentare 54.000 case per un anno”.

Il progetto di legge ha avuto sostegno bipartisan. “Oggi più della metà degli americani e il 76% dei residenti nello stato di Washington sono cremati. Ma la cremazione è un processo ad alta intensità energetica che rilascia gas serra e particolato, emettendo quasi 300 mila tonnellate di anidride carbonica negli Usa”.

L’attenzione al post-mortem sostenibile è in crescendo da diverso tempo e l’idea di “tornare alla terra” non è di certo nuova: grazie ad un’urna funeraria biodegradabile ed a nuovi metodi di sepoltura sostenibile, in alcuni Paesi esteri è possibile per esempio optare per una cerimonia funebre di ritorno alla natura.

Qui c’è un passo in più: si tratta di decidere se trasformare il proprio corpo dopo la morte, già di per sé un argomento tabù, in compost per il terreno. I dubbi di natura etica non mancano. Come riportato dal New York Times, la Chiesa Cattolica si era opposta al disegno di legge, affermando che il compostaggio è contrario alla dottrina ecclesiastica, secondo la quale questa trasformazione non porta sufficiente rispetto per il defunto.

Ma gli aspetti ambientali sembrano aver guidato la decisione, oltre a quelli economici. Tanto che già entro la fine del 2020 Recompose dovrebbe aver pronto tutto per applicare la tecnologia a molti americani che avrebbero già espresso l’intenzione di optare per questa direzione.

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Roberta De Carolis

Cover: Elaine ThoElaine Thompson/AP

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
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