Buste di plastica: anche la Mauritania le mette al bando

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Buste di plastica. Dal primo gennaio 2013 anche lo Stato della Mauritania ha vietato l’uso dei sacchetti inquinanti per “proteggere l’ambiente e la vita di animali e pesci“.

Come ha spiegato il funzionario all’ambiente del Ministero Mohamed Yahya alla BBC Afrique, “più del 70% di bovini e ovini che muoiono nella capitale, Nouakchott, vengono uccisi dai sacchetti di plastica abbandonati”.

Le statistiche ufficiali, in effetti, dimostrano come la plastica costituisca un quarto delle 56mila tonnellate di rifiuti prodotti ogni anno in Nouakchott e a farla da padrone sono le buste che, come conferma anche il ministro dell’Ambiente Amedi Camara,non vengono raccolte e finiscono nell’ambiente naturale – terra e mare – dove spesso sono ingerite da specie marine e dal bestiame causando loro la morte

A differenza dell’Italia, però – dove, a esattamente due anni dalla messa al bando, le buste di plastica ancora circolano e si continua a discutere sulla biodegradabilità dei sacchetti nonostante la direttiva che autorizzerebbe solo quelli realizzati in materiale vegetale – chi disobbedirà al provvedimento rischia fino ad un anno di carcere. Chiunque usi, produca o importi sacchetti di plastica, infatti, potrà essere multato o condannato ad un anno di prigione.

La Mauritania però, non è il primo stato africano a mettere al bando le shopper inquinanti. Già il Ruanda li aveva vietati e molti stati seguiranno l’esempio.

Simona Falasca

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Buste di plastica: il consiglio dei Ministri conferma la messa al bando.

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Direttore responsabile ed editoriale di greenMe. Ha una laurea in Scienze della comunicazione e un'esperienza pluriennale negli uffici stampa. In greenMe ha trovato il modo di dare sfogo alla sua "natura" più vera.
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