Il buco dell’ozono sull’Antartide si sta riducendo

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Il buco dell’ozono sull’Antartide si sta riducendo. La superficie media lasciata scoperta dal buco dell’ozono sul polo Sud quest’anno è stata la seconda più piccola degli ultimi 20 anni, per via dell’aumento delle temperature nella stratosfera antartica inferiore. Notizie a riguardo arrivano dai satelliti della Nasa e della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA).

Lo scorso 22 settembre, per la precisione, il famigerato buco dell’ozono ha raggiunto la dimensione massima dell’anno, ossia 21,2 milioni di chilometri quadrati, per dare un’idea vasta come Stati Uniti, Canada e Messico messi insieme. Nel corso del 2012, tale estensione è stata in media di 17,9 milioni di chilometri quadrati. Non siamo ai livelli peggiori. La nostra Terra ha toccato il fondo il 6 settembre del 2000, quando venne registrato il valore più grande di sempre, pari a 29,9 milioni di chilometri quadrati.

Lo strato di ozono agisce come scudo naturale terrestre contro i raggi ultravioletti, che possono causare il cancro della pelle e molte altre patologie. L’assottigliamento di questo prezioso strato mediamente è aumentato ogni anno fin dai primi anni 1980. Ma cosa lo provoca?Il buco dell’ozono è causato principalmente dal cloro e dalle sostanze chimiche prodotte dall’uomo, e questi livelli di cloro sono ancora considerevoli nella stratosfera antartica“, ha detto lo scienziato atmosferico Paul Newman del Nasa Goddard Space Flight Center di Greenbelt, nel Maryland. Tuttavia, quest’anno per svariate ragioni il buco dell’ozono al di sopra del Polo Sud è più piccolo.

Quest’anno c’è stato dunque un lieve segnale positivo di cambiamento nella concentrazione di ozono sopra l’Antartide. Il valore minimo di ozono totale nel buco dell’ozono è stato il più alto di due decenni. Lo strato di ozono antartico però non tornerà allo stato dei primi anni 1980 fino al 2065, come ha spiegato Newman. La ripresa è lunga a causa del prolungarsi dei tempi di vita dello strato di ozono nell’atmosfera. Per limitare i danni, è stato siglato un accordo internazionale che disciplina la produzione di alcune sostanze chimiche: il Montreal Protocol, un trattato internazionale volto a ridurre la produzione e l’uso delle sostanze che minacciano lo strato di ozono.

Lo scorso anno, più o meno nello stesso periodo, il buco dell’ozono si era allargato fino a raggiungere i 26 milioni di chilometri. Una coincidenza? Non proprio. Colpa della primavera antartica. Ad agosto e settembre il sole comincia nuovamente ad illuminare il Polo Sud dopo diversi mesi di buio. E ciò sommato alla presenza di alcune sostanze nocive come i clorofluorocarburi fa segnare il picco negativo al buco dell’ozono.

Per fortuna quest’anno, è stato leggermente inferiore rispetto al passato a causa delle consuete variazioni delle condizioni atmosferiche antartiche. È possibile eliminarlo completamente? Le speranze sono numerose. Limitando le sostanze chimiche e gli effetti del riscaldamento globale, il buco dell’ozono potrebbe essere completamente eliminato nel 2065.

Incrociamo le dita.

Per scoprire in giorno per giorno lo stato del buco dell’ozono clicca qui

Francesca Mancuso

Leggi anche:

Ozono: a marzo è buco record sull’Artico

Buco dellozono: sull’Artico è più grande del previsto

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
Schär

Schär Bio, il gluten free biologico che ha contribuito a far nascere una foresta

Fairtrade

Le settimane Fairtrade del commercio equo e solidale: compra etico e scopri online l’impatto dei tuoi acquisti

Terranova integratori

Come rafforzare il sistema immunitario prima dell’inverno

Famas

Arriva la fibra di basalto per un isolamento performante

Misura

“A Misura di verde”: al via il progetto che pianterà oltre 13mila alberi in Italia per combattere i cambiamenti climatici

Cristalfarma
Seguici su Instagram
seguici su Facebook