Adotta un parco: il greenwashing di Bolsonaro per compiacere Biden

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Nel 2020, in piena pandemia, mentre la foresta amazzonica continuava a bruciare, il governo brasiliano guidato dal Presidente Jair Bolsonaro ha continuato ad allentare i regolamenti e le leggi nazionali in materia di conservazione ambientale, favorendo pratiche illegali quali il disboscamento, la deforestazione, l’estrazione mineraria, l’occupazione abusiva dei terreni per l’agrobusiness e la distruzione della foresta amazzonica.

I livelli di deforestazione della foresta amazzonica procedono ad un ritmo frenetico. Nel frattempo, Bolsonaro ha deciso di smantellare l’Istituto Chico Mendes per la Biodiversità (ICMBio), di militarizzare le agenzie di controllo e di tagliare i fondi destinati alla protezione ambientale. Al servizio della potente lobby dei grandi imprenditori dell’agroalimentare, il presidente brasiliano ha quindi deciso di potenziare l’esportazione di carne bovina e di soia, erodendo riserve naturali e terre ancestrali.

Il nuovo programma “Adotta un parco”

Da sempre contestato per il suo atteggiamento anti-ambientalista, Bolsonaro sta ora percorrendo una strada alternativa, apparentemente più ecologista. In particolare, ha deciso di promuovere un’iniziativa federale che include, incredibilmente, un piano di salvaguardia della foresta pluviale amazzonica. Il programma, chiamato “Adotta un parco”, riguarda ben 63 milioni di ettari di foresta pluviale, il 15% dell’Amazzonia brasiliana. L’iniziativa, approvata il 9 febbraio scorso dopo uno stop di 6 mesi, consente non solo a privati cittadini, ma anche ad aziende nazionali e straniere di contribuire allo stanziamento di fondi da destinare ad attività di conservazione delle aree protette.

I partecipanti sono tenuti a donare un importo iniziale di 50 real (7,50 euro) per ogni ettaro “adottato”. Nel caso in cui tutte le aree considerate venissero adottate, nelle casse del governo entrerebbero 3 miliardi di real (460 milioni di euro). Il valore minimo per i donatori stranieri è pari a 10 euro per ettaro.

L’operazione, che vede l’adesione dell’importante colosso francese dei supermercati, Carrefour, è stata realizzata sia per evitare possibili sanzioni statunitensi che per scongiurare la mancata ratifica dell’accordo commerciale tra Unione europea e Mercosur, che a sua volta metterebbe a rischio gli allevatori e i grandi latifondisti brasiliani. Carrefour è anche uno dei clienti delle brasiliane Jbs e Mafrig, aziende che avrebbero utilizzato carne proveniente da allevamenti situati in aree illegalmente disboscate.

Una strategia dai risvolti economici e politici

Nonostante l’iniziativa “green”, Bolsonaro sarebbe colpevole di greenwashing (“ambientalismo di facciata”) perché accusato di servire gli interessi economici del settore agroalimentare brasiliano e i suoi interessi politici. Da una parte, con la vittoria di Joe Biden alle elezioni presidenziali statunitensi, i produttori dell’agrobusiness hanno infatti iniziato a temere che eventuali misure sanzionatorie di Washington e un ipotetico boicottaggio internazionale potessero mettere in crisi i loro affari. Dall’altra, proprio l’agrobusiness è il pilastro dell’economia brasiliana con cui Bolsonaro spera di raccogliere un ampio consenso popolare in vista delle presidenziali del 2022.

In occasione della cerimonia di presentazione di “Adotta un parco”, Bolsonaro e il ministro dell’Ambiente brasiliano Ricardo Salles hanno siglato con il presidente di Carrefour America Latina, Noel Prioux, un protocollo di intenti per avviare la partnership. L’unità di conservazione adottata da Carrefour è la Riserva Estrattiva (Resex) del Lago do Cunia, nello stato nordoccidentale di Rondonia. Greenpeace e altre organizzazioni ambientaliste hanno bollato tale progetto come una deliberata strategia economica mascherata da una formale attenzione alla difesa dell’ambiente e dell’Amazzonia.

Fonti: Mongabay/Bloomberg.org

Leggi anche:
Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Donatella Vincenti. Laureata in Lingue e Scienze Politiche, nel 2017 ha conseguito un dottorato alla Luiss sulla transizione ecologica nel mondo arabo-islamico. Nel 2015 ha curato la rubrica "Green Islam" per la webradio Radio Bullets.
WhatsApp

Usi WhatsApp? Iscriviti alle nostre news gratuite

Sei su Instagram?

Le nostre foto +belle, le notizie che +ami, il tuo giornale sempre con te!

NaturaleBio

ebay

Seguici su Instagram
seguici su Facebook