L’Amazzonia brucia: Bolsonaro dà la colpa alle Ong, ma è lui la più grave minaccia per il Pianeta

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Secondo il presidente brasiliano Jair Bolsonaro dietro gli incendi che stanno distruggendo la foresta amazzonica ci sarebbero le ONG ambientaliste.

Bolsonaro sostiene che le associazioni abbiano appiccato dolosamente il fuoco nella foresta per due motivi. Lo scopo principale delle organizzazioni non governative sarebbe quello di attirare l’attenzione sul suo governo e metterlo in cattiva luce agli occhi dei cittadini brasiliani e soprattutto all’estero.

In secondo luogo, le ONG si starebbero vendicando per il taglio ai fondi ad esse destinati messo in atto dal governo Bolsonaro.

Queste le dichiarazioni del presidente brasiliano rilasciate durante un’intervista alla stampa locale. Sebbene non abbia fornito prove a sostegno delle sue accuse, Bolsonaro si è detto convinto che ci sia un piano preciso dietro agli incendi che secondo lui sarebbero stati appiccati in zone strategiche per rendere possibili le riprese da divulgare online.

“Non quali ONG siano responsabili degli incendi. Dobbiamo combattere il crimine, quindi vedremo chi è responsabile del crimine. Ma, secondo me, c’è un interesse da parte di queste ONG, che rappresentano interessi al di fuori del Brasile “, ha affermato Bolsonaro.

Gli ambientalisti hanno criticato duramente le parole di Bolsonaro: il presidente dell’Istituto brasiliano di protezione ambientale (Proam), Carlos Bocuhy, le ha definite irresponsabili.

“Questa dichiarazione della Presidenza della Repubblica è assolutamente irresponsabile, perché le ONG hanno l’ambiente come priorità. Non ha senso affermare che le ONG stiano dando fuoco alla foresta. È una grande assurdità “, ha detto Bocuhy

Dello stesso avviso Raul Valle, direttore della giustizia sociale e ambientale di WWF Brasile, secondo il quale gli incendi lasciano spazio alle attività produttive:

“È una dichiarazione leggera e irresponsabile quella del presidente. Sta forse scherzando? I dieci comuni maggiormente interessati dagli incendi quest’anno in Amazzonia sono gli stessi dieci comuni che hanno il maggior numero di deforestazione. Solo chi non vuole vedere non vede”, ha commentato Valle

Secondo i dati diffusi dal National Institute for Space Research (Inpe), in Brasile quest’anno si sono registrati più di 74.000 focolai, l’83%% in più rispetto al 2018.

Oltre la metà degli incendi ha interessato l’Amazzonia, liberando acri e acri di terra dagli alberi che ostacolano le attività produttive.

Non è un mistero che Bolsonaro veda nella foresta amazzonica grandi opportunità economiche per il Brasile e che non abbia interesse a tutelare il più grande polmone verde del Pianeta.

Il governo Bolsonaro ha tagliato fondi agli enti che lavorano per proteggere l’Amazzonia, privandoli della possibilità di effettuare controlli nella foresta e lasciando campo libero a chi ha interesse ad abbattere gli alberi.

In questo modo, Bolsonaro ha infatti incoraggiato la deforestazione portata avanti da minatori, taglialegna, allevatori e agricoltori, sicuri di non incorrere in nessun tipo di sanzione.

Il dubbio è che non sapendo per quanto tempo ancora Bolsonaro resterà al governo, siano proprio allevatori e agricoltori ad aver appiccato gli incendi nella foresta per velocizzare l’eliminazione degli alberi e acquisire rapidamente terreni per poter ampliare le proprie attività produttive.

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Tatiana Maselli

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Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, redattrice web dal 2013, ha pubblicato per Edizioni Età dell’Acquario "Saponi e cosmetici fai da te", "La Salvia tuttofare" e "La cipolla tuttofare".
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