Basta imballaggi in plastica! Blitz Greenpeace contro Nestlé: attivisti alla fabbrica di Ruspino

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Proseguono le proteste di Greenpeace contro l’abuso della plastica da parte delle multinazionali. Dopo aver interrotto nei giorni scorsi l’Assemblea Generale annuale di Nestlé, mostrato ai dirigenti i rifiuti di plastica usa e getta riconducibili all’azienda svizzera ritrovati nei mari di tutto il mondo ed esposto striscioni con la scritta “Nestlé, stop single use”, oggi è stata la volta della fabbrica di imbottigliamento di Ruspino, in provincia di Bergamo.

Qui, alcuni attivisti si sono incatenati questa mattina all’ingresso dello stabilimento Nestlé/San Pellegrino. Mentre un gruppo si metteva all’ingresso con bidoni etichettati con il famoso brand di acqua in bottiglia, un altro, appendendosi a due silos della fabbrica, apriva due grandi striscioni: uno con scritto “Nestlé, Basta Plastica Usa e Getta” e l’altro raffigurante il “Plastic Monster”, il mostro simbolico del danno inestimabile che la produzione indiscriminata di plastica produce al Pianeta.

Un’iniziativa che rientra nell’ambito della giornata globale di azioni condotte da Greenpeace, e dalle altre organizzazioni della coalizione Break Free From Plastic, presso il quartiere generale della multinazionale a Vevey, in Svizzera, e presso gli uffici e siti produttivi di Nestlé in Slovenia, Kenya, Germania e Filippine.

“Mentre i mari soffocano, Nestlé continua a fare enormi profitti inondando il mercato globale con enormi quantitativi di plastica usa e getta. Lo scorso anno la multinazionale sosteneva di prendere sul serio il problema e, invece, ha prodotto 1,7 milioni di tonnellate di plastica, il 13 per cento in più rispetto al 2017. Di fronte a questi dati non possiamo fidarci delle promesse di Nestlé che, da irresponsabile, produce ogni anno sempre più imballaggi e contenitori in plastica usati per pochi secondi ma che inquinano il Pianeta per secoli”, dichiara Giuseppe Ungherese, responsabile Campagna Inquinamento di Greenpeace Italia.

L’anno scorso, le operazioni di pulizia e catalogazione dei rifiuti lungo i litorali, condotte in 42 nazioni di 6 continenti, hanno identificato proprio Nestlé come uno dei tre marchi più inquinanti a causa dei suoi imballaggi di plastica. Simili risultati sono venuti fuori da Greenpeace Italia con Plastic Radar, che ha raccolto le segnalazioni fotografiche dei cittadini sulla presenza dei rifiuti sulle spiagge della nostra penisola. Anche in questo caso Nestlé è risultata tra le aziende più segnalate con i marchi Acqua Vera, Levissima, Motta e San Pellegrino.

greenpeace nestle

Greenpeace nei mesi scorsi ha lanciato una petizione con cui chiede ai grandi marchi come Nestlé di pubblicare dati chiari su quanta plastica immettono sul mercato ogni anno e di proporre piani di azione concreti per ridurre la produzione di plastica e investire in sistemi di consegna alternativi.

Firma anche tu qui per chiedere alle aziende di ridurre la produzione di plastica monouso e investire in sistemi di consegna alternativi.

Basta imballaggi in plastica!

Leggi anche:

Germana Carillo

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
Misura

In arrivo più di 13mila nuovi alberi in Italia, dai calanchi di Matera all’agricoltura urbana di Milano

Orto d’Autore

Come scegliere una marmellata buona e di qualità

Miomojo

Le borse vegan tutte italiane realizzate con “pelle di cactus” e scarti delle mele

Mediterranea

Olio di oliva e materie prime a km0: come nasce una crema Mediterranea

Schär

Schär Bio, il gluten free biologico che ha contribuito a far nascere una foresta

Cristalfarma
NaturaleBio
Seguici su Instagram
seguici su Facebook