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Basta trivellazioni: la Groenlandia abbandona tutte le esplorazioni petrolifere

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E così arriva il fatidico giorno! “Il futuro non è nel petrolio. Il futuro appartiene alle energie rinnovabili e in questo senso abbiamo molto di più da guadagnare”: con queste parole il Governo della Groenlandia, il Naalakkersuisut, annuncia l’interruzione delle esplorazioni di petrolio e gas, per dire stop alla crisi climatica e ai disastrosi impatti ambientali.

Il Governo, guidato dal partito Inuit Ataqatigiit (Comunità Inuit) che aveva vinto le elezioni proprio per la sua opposizione allo sfruttamento di un grande giacimento minerario che aveva attirato gli interessi delle potenze straniere, ha infatti definito la mossa necessaria per abbandonare i combustibili fossili.

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Il sottosuolo groenlandese contiene grandi giacimenti di petrolio inesplorati, ma finalmente qui si è ritenuto che il prezzo dell’estrazione del petrolio sia troppo alto. Ciò si basa su calcoli economici, ma anche sulle considerazioni sull’impatto sul clima e sull’ambiente giocano un ruolo centrale nella decisione.

In questo contesto, si legge nella nota, Naalakkersuisut ha deciso di cessare il rilascio di nuove licenze per l’esplorazione di petrolio e gas in Groenlandia. Questo passo è stato fatto per il bene della nostra natura, per il bene della nostra pesca, per il bene della nostra industria del turismo e per concentrare la nostra attività su potenziali sostenibili.

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Per i politici dell’isola più grande del mondo, insomma, il prezzo per l’estrazione e l’esportazione del petrolio e del gas è troppo alto sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista ambientale.

Il divieto di future trivellazioni petrolifere arriva in mezzo a una sfilza di eventi meteorologici estremi e cambiamenti planetari legati alla crisi climatica, ultime le catastrofi in Germania e in tutta l’Europa centrale fino ad arrivare a quello che secondo i ricercatori è una destabilizzazione della calotta glaciale della Groenlandia.

Il passo è stato deciso per amore della nostra natura, della nostra industria della pesca, del nostro settore turistico e per puntare a fonti di energia sostenibili, concludono.

Fonte: Naalakkersuisut

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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