In Romania stanno uccidendo i ranger che difendono le ultime foreste primitive in Europa dal disboscamento

Attivisti uccisi in Romania

Liviu Pop stava rispondendo a una segnalazione di disboscamento illegale quando è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco questa settimana. È il secondo ranger forestale rumeno ucciso in poco più di un mese e le due morti hanno aumentato i timori legati alla la sicurezza di coloro che proteggono le foreste in Romania.

In Romania sono presenti più della metà delle ultime foreste primitive in Europa, preziosi ecosistemi che ospitano orsi, lupi, linci e gatti selvatici. Queste foreste sono minacciate dai taglialegna che abbattono illegalmente gli alberi e rivendono il legno in Europa, dove è utilizzato per produrre carta, mobili e materiali da costruzione.

Liviu Pop era uscito per indagare su un possibile caso di disboscamento illegale in una regione montuosa di Maramures, nel nord della Romania, quando i suoi colleghi hanno provato a contattarlo al telefono. Non ricevendo risposta, si sono allarmati e, poco dopo, il corpo dell’uomo è stato trovato in una gola della foresta. Al momento non ci sono sospetti, ma si sa che l’uomo, padre di tre figli, è stato ucciso a colpi di pistola.

Solo il mese scorso, Raducu Gorcioaia, 50 anni, è stato trovato morto nella sua auto poco lontano da un sito di disboscamento illegale nel nord-est del paese. Il ranger è stato ucciso con un’ascia e al momento tre persone risultano sospettate per l’omicidio. subito gravi ferite alla testa causate da un’ascia. Tre persone, tra cui due adolescenti, sono sospetti nel caso.

L’attivista Gabriel Paun dell’organizzazione ecologista rumena Agent Green ha raccontato alla BCC di come i criminali abbiano cercato di uccidere anche lui e della preoccupazione in aumento per i ranger e i difensori della foresta.

“Siamo profondamente preoccupati per i ranger della foresta e gli attivisti che indagano sul disboscamento illegale in Romania.
La mafia forestale ha tentato di uccidermi diverse volte. Quattro anni fa stavo indagando vicino al Parco Nazionale di Retezat e un gruppo di criminali mi ha attaccato e ha cercato di uccidermi. Mi hanno rotto le costole, mi hanno aperto la testa e mi hanno rotto la mano prima che riuscissi a scappare correndo”, ha riferito Paun.

Sebbene ci siano sospetti nel suo caso, al momento nessuno è stato condannato per l’aggressione e Paun teme per la propria vita.
Il giorno successivo all’assassinio di Liviu Pop, Gabriel Paun stava indagando su un un altro sito di disboscamento nei Carpazi orientali e i taglialegna lo hanno costretto a scappare.

La società Romsilva, che gestisce il 48% delle foreste del paese, quest’anno ha registrato 16 attacchi ai suoi addetti da parte dei taglialegna, mentre il capo della Federazione dei sindacati di Silva, Silviu Geana, ha riferito che negli ultimi anni ben sei ranger hanno perso la vita nel tentativo di difendere le foreste rumene.

Le foreste della Romania vengono abbattute a un ritmo allarmante: secondo un resoconto di Greenpeace il paese sta perdendo fino a tre ettari della sua copertura forestale totale all’ora, a causa del disboscamento illegale e legale che riguarda anche aree incontaminate, dove alberi antichi vengono abbattuti per diventare truciolato per i mobili.

Il mese scorso tre ONG – Agent Green, ClientEarth e EuroNatur – hanno presentato una denuncia alla Commissione europea contro il governo rumeno poiché le pratiche di disboscamento violano le normative europee sulla protezione della natura ed è necessario uno sforzo importante per salvare le preziose foreste antiche e primordiali della Romania.

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Tatiana Maselli

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