Questa cupola in un atollo del Pacifico ospita tonnellate di scorie radioattive e potrebbe esplodere

Nell’oceano Pacifico c’è un atollo esplosivo, si tratta di Enewetak nelle Isole Marshall, dove negli anni Quaranta, l’esercito americano faceva test nucleari. Adesso c’è il rischio reale di fuoriuscita di detriti radioattivi da quella cupola costruita proprio per seppellire il problema.

C’erano spiagge bianche e acque turchesi, ma nell’atollo di Enewetak in passato furono fatte esplodere ben 67 bombe atomiche con conseguenze devastanti per la biodiversità. Poco prima delle esplosioni, gli abitanti erano stati trasferiti in un’altra zona dell’arcipelago, ma sono poi rientrati alla fine degli anni Ottanta.

Oggi di quel piccolo paradiso sono rimasti 111mila metri cubi di scorie seppellite in The Dome, ovvero una cupola di cemento gigantesca. Per tre anni, l’esercito americano ha scaricato il materiale nel cratere. Sei uomini sarebbero morti durante il lavoro e la gente del posto chiama la cupola, “The Tomb”.

Una sorta di deposito tossico che torna a destare preoccupazione per via dell’innalzamento delle acque e per la pressione sulle pareti non cementificate della cupola.

Per questo, gli abitanti, scienziati e attivisti ambientali temono che un’ondata di tempeste, un tifone o un altro evento causato dai cambiamenti climatici possano lacerare la struttura liberando rifiuti e radiazioni.

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Ricordiamo, infatti, che dal 1946 al 1958, 67 test nucleari statunitensi polverizzarono le tranquille barriere coralline e le isole del Pacifico centrale. La pressione internazionale alla fine fermò i test, ma il danno continua ad esserci anche oggi.

Senza considerare che la cupola costruita doveva essere una struttura temporanea, ma poi è diventata permanente. Cosa c’è lì sotto? Secondo un rapporto del 2017 dell’Australian Broadcasting Corporation, c’è anche il plutonio 239, un isotopo che è una delle sostanze più tossiche e radioattive del mondo e resiste per secoli.

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Mentre le crepe iniziano ad essere sempre più visibili, cresce la preoccupazione. Il cratere non è mai stato allineato correttamente, il che significa che l’aumento dell’acqua di mare potrebbe violare l’integrità strutturale.

“Il fondo della cupola è proprio quello che è stato lasciato dall’esplosione delle armi nucleari”, ha detto Michael Gerrard, presidente della Earth University della Columbia University.

Un rapporto del 2013 del Dipartimento dell’Energia spiega che materiale radioattivo potrebbe aver già iniziato a fuoriuscire dalla cupola, ma ha detto che i rischi per la salute sono probabilmente bassi. Il governo marshallese, tuttavia, non ha i soldi per puntellare la struttura.

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Dominella Trunfio

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Giornalista professionista, laureata con lode in Scienze Politiche e con un master in Comunicazione Pubblica e Politica. Vincitrice di due premi giornalistici per la realizzazione di due documentari. A settembre 2017 pubblica "Appunti di antimafia. Breve storia delle azioni della ‘ndrangheta e di quelli che l’hanno contrastata".
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