Soffiatori e aspiratori per foglie uccidono migliaia di animali

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Con l’autunno sono iniziate a cadere le prime foglie e chi ha un giardino si appresta probabilmente a spazzarle via. Sarebbe però bene evitare di utilizzare soffiatori e aspirafoglie dato che si tratta di strumenti pericolosi per gli animali e l’ambiente.

I soffiatori e aspiratori per foglie sono tornati di stagione. Ovunque le foglie autunnali sono tornate a cadere e presto invaderanno le strade così che in città ci sarà chi le spazzerà via e lo stesso dovranno fare i proprietari di giardini che vogliono tenere ordinati i propri spazi esterni.

Rimuovere le foglie utilizzando soffiatori e aspiratori è sicuramente più pratico e veloce ma gli ambientalisti avvisano che questi strumenti  inquinano l’aria, danneggiano l’ambiente e uccidono milioni di piccoli animali come coleotteri, ragni e anfibi.

Tra l’altro, laddove possibile, bisognerebbe lasciare le foglie cadute visto che il fogliame ha funzioni importanti per l’ecosistema nei nostri parchi, spazi verdi e giardini: è cibo e riparo per molti piccoli animali. E quando le foglie marciscono, si trasformano poi in humus ricco di sostanze nutritive.

Le foglie vanno indubbiamente tolte dai marciapiedi e dai sentieri dove si passeggia nei parchi, altrimenti c’è il rischio di scivolare. Ma non tutte le zone dei giardini e gli spazi verdi pubblici dovrebbero essere completamente privi di foglie cadute.

In ogni caso, comunque, è bene non utilizzare soffiatori e aspiratori per foglie. I motivi sono diversi:

Sono rumorosi

Si tratta di strumenti rumorosi. Il loro livello sonoro è solitamente superiore a 100 decibel il che li rende dispositivi più rumorosi di un martello pneumatico o di un camion pesante. Anche a un livello di rumore di 85 decibel, l’esposizione continua può causare danni all’udito.

Sono inquinanti

Gli aspirafoglie funzionano con un motore a combustione interna ed emettono gas di scarico nocivi come idrocarburi, ossidi di azoto e monossido di carbonio.

Uccidono gli animali

Questi strumenti non solo aspirano le foglie secche ma anche piccoli animali come ragni, coleotteri, millepiedi e, inevitabilmente, li uccidono.

Distruggono i mezzi di sussistenza degli animali

Se manca lo strato di fogliame, molti insetti, ricci e larve di farfalla non troveranno l’habitat e i mezzi con cui sopravvivere.

Tolgono nutrienti al suolo

Gli ambientalisti sottolineano che chiunque rimuova radicalmente le foglie dal proprio giardino prima o poi si troverà a dipendere dai fertilizzanti artificiali a causa della privazione di nutrienti nel terreno. Di conseguenza il giardino diventerà anche più suscettibile alla presenza di parassiti.

Nessuna protezione contro la disidratazione e il freddo

Laddove questi strumenti spazzano via le foglie, il terreno perde il suo strato superiore che lo protegge dal clima secco e dalle temperature estremamente gelide in inverno.

Escrementi di animali e polveri sottili vengono inalati

L’aria che fuoriesce dal soffiatore raggiunge una velocità fino a 300 km / h. Questo “mini-uragano” solleva  spore di funghi ed escrementi di animali e li distribuisce nell’aria. Anche le polveri sottili che si sono già depositate sul terreno vengono ridistribuite nell’aria e c’è il rischio che vengano inalate da chi sta usando questo strumento.

Uno studio della Graz University of Technology del 2013 mostra che quando si usa un aspiratore per foglie su sentieri o strade, viene emessa da sei a dieci volte più polvere sottile rispetto a quando si usa una scopa.

I semi delle piante vengono spazzati via

Gli aspirafoglie spazzano via anche i semi che non sono ancora germogliati, impedendo così alle giovani piante di ricrescere.

Considerando tutto questo, le associazioni per la conservazione della natura consigliano di evitare del tutto soffiatori e aspiratori. Meglio tornare ai vecchi sistemi: scope e il buon vecchio rastrello!

Fonti: BUND / WWF

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, oli essenziali e fitoterapia, le sue passioni da sempre. Laureata in lettere moderne, con Master in editoria, ha poi virato le sue competenze verso il benessere olistico
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