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Addio ghiacciai, l’Artide potrebbe tornare verde e ricca di vegetazione proprio come 125mila anni fa

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In un futuro non troppo lontano l’Artide, che siamo sempre stati abituati ad associare al bianco candido dei ghiacciai, potrebbe tingersi di verde e ricoprirsi di arbusti. Non è un’ipotesi fantascientifica, ma è quanto previsto dagli studiosi della University of Colorado Boulder. Da una recente ricerca è emerso che fino a 125mila anni fa quest’area del Polo Nord era ricca decisamente più calda e ricca di vegetazione.

E, considerato il ritmo con con cui sta aumentando il riscaldamento globale in Artide, tra alcuni decenni lo scenario potrebbe essere molto simile quello dell’ultimo periodo interglaciale. 

“Abbiamo l’opportunità di farci un’idea di un’epoca del passato che probabilmente rappresenta il periodo più recente in cui nell’Artide le temperature erano più calde rispetto ad oggi. Ciò rende la ricerca davvero utile per capire quello che potrebbe succedere  in futuro” spiega la ricercatrice Sarah Crump, che ha preso parte allo studio che è stato pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America.

I dettagli dello studio 

I ricercatori della University of Colorado Boulder hanno analizzato il dna delle piante risalenti a oltre 100.000 anni fa, recuperandole dai sedimenti lacustri nell’Artico, e hanno rilevato la presenza di arbusti originari del Canada settentrionale a 400 chilometri più a Nord dalla loro posizione attuale. Inoltre, in quell’area gli esperti hanno trovato tracce di betulla nana, specie chiave dello strato inferiore della tundra artica, dove gli arbusti più alti possono sopravvivere alle temperature più basse e inospitali. Oggi, però, la betulla nana non riesce a sopravvivere nelle regioni oltre l’isola di Baffin, nell’Artico canadese. Eppure i ricercatori hanno ritrovato il dna di questa specie negli antichi sedimenti lacustri, dimostrando che in passato riusciva a crescere molto più a Nord.

“È una differenza piuttosto significativa rispetto all’attuale distribuzione delle piante della tundra” la dottoressa evidenzia Sarah Crump.

betulla nana artide

@Sarah Camp/University of Colorado Boulder

Nell’ultimo periodo interglaciale, compreso tra 116 mila e 125 mila anni fa, le piante ebbero più tempo a disposizione per adattarsi alle alte temperature. Oggi, però, lo scenario è molto diverso. I riscaldamento globale avanza a ritmi molto veloci ed è molto probabile che la vegetazione non riesca a tenere il passo.

Gli effetti del riscaldamento globale in Artide 

Il fatto che l’Artide potrebbe tornare verde non è affatto rassicurante. Quest’area del Polo Nord si sta riscaldando molto più velocemente rispetto alle altre regioni del resto del Pianeta. Secondo gli esperti, infatti, entro il 2100 in Artide si registrerà un aumento della temperatura di ben 5° C.

E gli effetti collaterali dei cambiamenti climatici potrebbero rivelarsi davvero catastrofici. Lo scioglimento dei ghiacciai e l’aumento del livello del mare mettono a rischio interi ecosistemi e numerose specie, tra cui orsi polari, trichechi e narvali che rischiano di scomparire per sempre. 

Fonte: PNAS/ University of Colorado Boulder

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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