Antartide, un terzo dei ghiacciai a rischio collasso a causa del riscaldamento globale: la previsione degli scienziati

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Nel caso di un aumento di 4° C delle temperature globali rispetto ai livelli preindustriali, oltre un terzo del ghiaccio che circonda l’Antartide collasserà in mare, con effetti devastanti per l’intero Pianeta. Tale ipotesi è stata confermata dal più grande studio mai realizzato sulla vulnerabilità dei ghiacciai della regione artica. La ricerca è stata condotta dall’Università di Reading, in Inghilterra, e pubblicata sulla rivista Geophysical Research Letters.

Secondo i ricercatori inglesi, ad essere maggiormente minacciata dal clima più caldo è la più grande piattaforma di ghiaccio rimasta sulla penisola, identificata col nome Larsen C, da cui si è formato e staccato il gigantesco iceberg noto come A68. Tra le piattaforme più a rischio sono state individuate anche Shackleton, Pine Island e Wilkins, a causa della loro posizione geografica e del significativo deflusso previsto in quelle aree.

Dallo studio è emerso che, a seguito di un aumento delle temperature, il 34% dei ghiacciai dell’Antartide sarebbe a rischio collasso, ovvero mezzo milione di chilometri quadrati di ghiaccio. 

“Le piattaforme di ghiaccio sono importanti tamponi che impediscono ai ghiacciai sulla terra di fluire liberamente nell’oceano e contribuire all’innalzamento del livello del mare.” – spiega Ella Gilbert, ricercatrice del Dipartimento di meteorologia dell’Università di Reading – “Quando collassano, è come se fosse rimosso un tappo gigante da una bottiglia consentendo a quantità inimmaginabili di acqua dai ghiacciai di riversarsi in mare. Sappiamo che quando il ghiaccio sciolto si accumula sulla superficie delle piattaforme di ghiaccio, può farle fratturare e collassare in modo spettacolare. Ricerche precedenti ci hanno fornito un quadro più ampio in termini di previsione del declino della piattaforma glaciale antartica, ma il nostro nuovo studio utilizza le più recenti tecniche di modellazione per compilare i dettagli più fini e fornire proiezioni più precise.”

La soluzione per evitare lo scenario peggiore 

Come agire, quindi, per evitare il collasso dell’Antartide? Secondo gli esperti, l’unico modo è riuscire a contenere l’aumento della temperatura a 2°C anziché a 4°C  per provare almeno a dimezzare l’area a rischio ed evitare un innalzamento eccessivo del livello del mare. 

“I risultati sottolineano l’importanza di limitare l’aumento della temperatura globale come stabilito nell’accordo di Parigi se vogliamo evitare le peggiori conseguenze del cambiamento climatico, incluso l’innalzamento del livello del mare” ribadisce Gilbert.

Le conseguenze del riscaldamento globale sono ormai sotto gli occhi di tutti. Proprio lo scorso febbraio un enorme iceberg, dalle dimensioni della città di Roma, si è staccato dall’Antartide, vicino alla stazione di ricerca britannica di Halley. E alla luce di questo nuovo studio, non possiamo più permettere che la situazione sfugga ulteriormente di mano.

“Se le temperature continuano a salire ai tassi attuali, potremmo perdere più piattaforme di ghiaccio antartiche nei prossimi decenni.” – osserva la dottoressa Gilbert – Limitare il riscaldamento non sarà solo un bene per l’Antartide: preservare le piattaforme di ghiaccio significa minore innalzamento del livello del mare a livello globale, e questo è un bene per tutti noi”.

Fonte: University of Reading 

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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