Antartide, le conseguenze del drammatico caldo record viste dal satellite

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Termometri impazziti in Antartide. Mentre in Italia al centro dell’attenzione, mediatica e non, c’è il coronavirus, con un rincorrersi di cifre di contagiati e vittime (al momento 5), dall’altra parte del mondo si sta abbattendo una catastrofe che ci riguarda più di quanto immaginiamo, nonostante le distanze.

Alla base antartica spagnola di Juan Carlos I, le temperature hanno raggiunto i 12° C pochi giorni fa e gli scienziati che si occupano del fenomeno sono letteralmente sconvolti dalla quantità di ghiaccio che si sta sciogliendo quest’anno sull’isola di Livingston.

Caldo record in tutto l’Antartide

E non stupisce viste le temperature da record che i termometri stanno registrando. Gennaio 2020 è stato uno dei più caldi di sempre, febbraio è anche peggio: il 6 febbraio ad Esperanza una stazione di ricerca argentina ha rilevato la più alta temperatura mai registrata nella penisola antartica continentale: 18,3° C. Pochi giorno dopo, per la prima volta, nella stazione di monitoraggio di Seymour Island è stata rilevata una temperatura di ben 20,75°C, superando il precedente record di 19,8° C, detenuto dall’Isola di Signy nel gennaio 1982.

Sia sulla terraferma che sulle isole dell’Antartide si boccheggia. A queste notizie se ne aggiungono altre, ben poco rassicuranti: sull’isola di Livingston, in cui si trova attualmente un gruppo di scienziati spagnoli, è stata registrata una temperatura pari a 12°C. Numeri che destano preoccupazione visto che ci troviamo nelle regioni più fredde della Terra.

 

Jordi Felipe, a capo della Base antartica spagnola ha detto a El Pais:

“Nel momento in cui parliamo, nel modulo di laboratorio dove trascorriamo lunghe ore a fare previsioni, il termometro ha segnato 8,2 ° C a Livingston. Una temperatura che non mi aspettavo in Antartide. E domenica 9 febbraio Jaime mi conferma che qui sono stati superati i 12° C. Non è il record di questa base, perché negli anni ’90 c’è stata una giornata con più di 15º, ma conferma che, in generale, viene mantenuta un’estate meridionale più benigna rispetto alle precedenti”.

Lo scioglimento dei ghiacci visto dai satelliti Nasa

Gli effetti sono tristemente noti e prevedibili. L’Earth Observatory della Nasa ha appena pubblicato due nuove immagini registrate dall’Operational Land Imager su Landsat 8 che mostrano la differenza sulla calotta di ghiaccio di Eagle Island tra il 4 e il 13 febbraio di quest’anno.

Le immagini mostrano il drammatico scioglimento del ghiaccio causato dall’ondata di calore, un fenomeno che sta diventando sempre più comune nella penisola. Dal confronto tra le due foto si nota anche a occhio nudo una forte diminuzione di ghiaccio e neve lungo la punta settentrionale della penisola antartica.

 

Eagle Island si trova a circa 40 miglia dalla base di ricerca argentina Esperanza, in cui è stata registrata la temperatura record del 6 febbraio. Secondo i modelli climatici della Nasa, l’isola ha sperimentato il picco di fusione – circa 1 pollice (2,54 cm) – lo stesso giorno, con a una perdita di 10 cm in una sola settimana.

Mauri Pelto, glaciologo del Nichols College nel Massachusetts, ha spiegato che questo tipo di eventi si sono verificati finora in Alaska e Groenlandia, ma mai Antartide.

nasa temperatura antartide

©Nasa

Secondo Pelto, lo scioglimento rapido è causato da temperature significativamente al di sopra dello zero, un fenomeno praticamente sconosciuto in Antartide fino al 21° secolo ma divenuto purtroppo comune negli ultimi anni.

L’Organizzazione meteorologica mondiale (World Meteorological Organization – WMO) sta ancora lavorando per confermare le temperature record, ma per la Nasa la penisola antartica è una delle regioni della Terra che si sta riscaldando più rapidamente.

Fonti di riferimento: Wmo, Nasa, El Pais

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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