Angelo Vassallo: 10 anni fa l’omicidio del “sindaco pescatore”, ancora senza un colpevole

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10 anni fa moriva Angelo Vassallo, ucciso a soli 57 anni per il suo impegno contro l’ambiente, ostacolo degli interessi della malavita organizzata. Un uomo come pochi, che ancor prima dell’impegno politico come sindaco di Pollica, in provincia di Salerno, si era già distinto.

Il 5 settembre si avvicina e questo triste anniversario fa risuonare quei nove colpi di pistola di una pistola calibro 9.21 esplosi contro di lui, mentre stava rientrando a casa e qualcuno lo aspettava.

Vassallo era una sorta di Re Mida dei giorni nostri: non tramutava nulla in oro ma dove passava lui l’erba tornava a crescere. Sua era stata l’idea della rivolta dei pescatori quando aveva solo 20 anni. Anche lui lo era e si batté contro le ingiustizie che riguardavano quel settore. Circa 10 anni dopo, contribuì a riportare in vita il porto turistico e a 40 anni rilanciò il settore olivicolo nel Cilento dopo anni di crisi.

A cinquant’anni ha inventato l’ecologia integrata in Campania e ha promosso grandi idee in tutta Europa e fino alla Cina con l’ultimo viaggio per conto di CittaSlow, per conciliare urbanizzazione, protezione ambientale e sviluppo locale.

Un visionario, così è stato definito dalla stampa internazionale, che con la sua forza vitale, la generosità e l’intelligenza era stato scelto dai suoi concittadini per 4 mandati consecutivi. Angelo Vassallo è stato eletto per la prima volta sindaco di Pollica nel 1995, poi nel 1999, nel 2004 e infine nel 2010 quando è stato eletto per la quarta volta con il 100% dei voti.

“Ambientalista convinto, amato dai suoi concittadini, viene ricordato anche per le sue ordinanze singolari. Nel gennaio 2010 firma un’ordinanza che prevede una multa fino a mille euro per chi viene sorpreso a gettare a terra cenere e mozziconi di sigarette. Esempio di rigore nel rispetto della legge, con modi severi e fermi, che però permettono di mantenere intatta la bellezza di uno dei comuni più caratteristici del Cilento. Angelo Vassallo ha travasato il suo amore per il mare, nelle buone pratiche di una bella politica. Ciò ha portato le acque di Pollica ad essere le più premiate, negli anni, con le 5 vele – massimo riconoscimento – della Bandiera Blu di Legambiente e Touring club. L’eredità di Angelo Vassallo ha consentito di proclamare Pollica, anche per il 2011, regina d’Italia, unica nella penisola a ricevere le prestigiose 5 vele” spiega la sua Fondazione.

Nel 2009 inoltre, si era fatto promotore della proposta di inclusione della dieta mediterranea tra i Patrimoni orali e immateriali dell’umanità. Proposta poi accolta dall’UNESCO il 16 novembre 2010, a Nairobi. La delegazione del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, presente in Kenya per la proclamazione, ha dedicato il riconoscimento alla figura del suo promotore.

La sua morte

“Vivo e servo i cittadini da sindaco pescatore. Ma devo constatare che i nemici dello Stato e delle Pubbliche Istituzioni, mangiano del suo pane e vivono dei sacrifici della gente che lavora” erano state le sue parole.

Il suo impegno, la sua onestà e la sua attività purtroppo gli sono costate la vita. Di nemici Vassallo probabilmente ne aveva tanti proprio in forza dei tanti interessi toccati dalla sua capillare attività a favore del territorio. Ed è così che la sera del 5 settembre 2010, intorno alle 22:15 ad Acciaroli, una frazione di Pollica, è stato colpito a morte mentre tornava a casa.

Ancora oggi, a 10 anni di distanza dalla sua morte, mandanti ed esecutori non sono ancora stati accertati. Secondo le ipotesi formulate dal pubblico ministero Luigi Rocco, incaricato delle indagini, l’omicidio di Vassallo potrebbe portare la firma della camorra, che voleva punirlo per essersi opposto a pratiche illegali contro l’ambiente ma anche al controllo del porto da parte della criminalità organizzata, per lo smistamento e lo spaccio di droga.

Lo stesso premier Conte di recente ha scritto alla famiglia del “sindaco pescatore” di Acciaroli, e in particolare al fratello Dario che ha dato vita all’omonima fondazione per chiedere giustizia sulla morte di Angelo:

“Sento il dovere di esprimere i miei profondi sentimenti di partecipazione per la grave mancanza di risposte dinanzi a un fatto di sangue così grave” ha detto Conte.

Dario Vassallo aveva invitato il premier ad Acciaroli per la “Festa della Speranza” che si svolgerà oggi 5 settembre.

Nella lettera, il premier ricorda che Angelo si era

“impegnato fino al sacrificio della vita per la legalità, per il rispetto delle regole e delle istituzioni, per garantire gli interessi e le libertà dei cittadini, per combattere senza cedimenti la criminalità organizzata”. Un amministratore che, evidenzia ancora il presidente Conte, “ha svolto il suo compito di primo cittadino con orgoglio, coraggio e straordinaria integrità morale, costituendo un esempio non solo per i cittadini del territorio cilentano ma per tutto il Paese”.

Ciò nonostante, chi lo ha ucciso non ha ancora un nome. “L’assassino è ancora tra noi e vive nelle istituzioni”, sono le dure parole di Dario Vassallo.

Fonti di riferimento: LeMonde, Fondazione Vassallo

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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