Ambiente: oggi Giornata Mondiale delle zone umide

casa sullo stagno

Anche laghi, stagni e paludi sono in via d’estinzione. E numerose specie, animali e vegetali, sono minacciate (non esultate, le zanzare non sono tra queste). E per questo esiste una Giornata Mondiale. Ma a cosa servono le zone umide ? Quante sono e dove sono ?

Secondo il censimento effettuato dalla Convenzione di Ramsar (Iran), in Italia se ne contano 50 importanti ed altre minori, la terra ne ha perso circa due terzi, negli ultimi 50 anni. E quelle che sopravvivono, sono costantemente minacciate dagli insediamenti industriali e dall’urbanizzazione. A minacciare le specie animali ci pensa anche la caccia.

La protezione, la consapevolezza, è necessaria: le zone umide costituiscono un importante habitat per la biodiversità, funzionano come un ”depuratore” e svolgono un’importante funzione regolatrice naturale delle piene dei fiumi e del clima. Le zone umide immagazzinano metano e carbonio in misura superiore alle foreste.

L’Italia conta un totale di quasi 60.000 ettari. La più grandi sono quella delle Valli residue del comprensorio di Comacchio (Emilia Romagna, con 13.500 ettari), le Saline di Margherita di Savoia (Puglia, 3.871 ettari) e lo Stagno di Cabras (Sardegna, 3.575 ettari). Tra le 15 regioni che ospitano aree umide, quella con più siti l’Emilia Romagna che ne conta 10, al secondo posto la Sardegna, con 8 siti, mentre al terzo posto segue la Lombardia con 6.

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