Alluvione Messina: un “deja-vu” che vale altre quattro vite

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Si scava ancora tra le macerie per recuperare l’altra vittima dell’alluvione che ieri si è abbattuto in Sicilia, nella zona di Messina. Sono 4 le vittime accertate, tra cui Luca Vinci, un bambino di 10 anni. Altri due corpi sono stati recuperati all’alba di questa mattina, quelli di padre e figlio, Luigi e Giuseppe Valla di di 55 e 25 anni, e quello di una ragazza 24enne.

Le vittime sono state travolte dal fango, quando ieri a Saponara (ME), una frana ha travolto alcune abitazione della frazione di Scarcelli. I vigili del fuoco hanno dovuto scavare con le mani per recuperare i corpi. Tre delle vittime abitavano nella stessa palazzina. Ancora oggi la zona colpita dalla frana è raggiungibile solo a piedi visto che i mezzi intervenuti sul posto non sono ancora riusciti a ripristinare la viabilità. Le strade sono infatti interrotte da fango e detriti e si cercano ancora altri dispersi.

Ma questa volta la tragedia non era annunciata. Secondo il sindaco di Saponara, Nicola Venuto, “non era una zona ritenuta a rischio. Lo scorso anno c’erano stati degli smottamenti e segnalati dei rischi ma in un un’altra zona, non in questa“.

Paura tra gli abitanti che sono già al lavoro per eliminare il fango dalle strade e dalle abitazioni. “Le case crollate erano li’ da almeno 50 anni. In passato non c’è mai stato un caso del genere: e’ stata una tragedia. Eravamo tutti bloccati e non si poteva scappare” ha spiegato uno uomo. “Ero bloccato in auto e non riuscivo neanche a scendere dalla vettura per aiutare i miei, non ho visto mai cadere tanta acqua tutta insieme“.

Ieri, diversi comuni del messinese erano rimasti letteralmente bloccati, e le autorità avevano disposto la chiusura delle scuole in via precauzionale. Forse in questo modo è stato possibile limitare il numero delle vittime. Ma ancora non è chiusa la conta dei dispersi. La Protezione civile insieme ai Vigili del fuoco e ai Carabinieri scavano ancora tra le macerie, non solo a Saponara.

Ieri sera è esondato un altro torrente, a Villafranca Tirrena, a pochi km da Saponata e 20 famiglie sono rimaste isolate. Ma anche Barcellona e altri paesi sono allagati. Ieri un altro torrente, il Longano, che attraversa la cittadina, ha allagato negozi ed edifici pubblici.

Alle popolazioni colpite dall’alluvione è arrivato anche un messaggio dal Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini: “Le notizie che arrivano dal messinese, inducono in primo luogo la forte solidarietà per le famiglie colpite, e rafforzano l’esigenza di avviare subito un piano nazionale integrato per la difesa del suolo. Sono interventi di cui ho parlato in commissione Ambiente al Senato che l’Italia – ha sottolineato Clini – non può permettersi di rinviare“.

E speriamo che questa sia la volta buona. Morti come quelle della Liguria, dell’Isola d’Elba e di Messina si devono evitare. Anche perché dopo la tragedia di Giampilieri e dopo il maltempo di questi giorni erano in tanti a mettere in guardia e a lanciare l’allarme dalla provincia siciliana. Ma ancora una volta non è stato fatto nulla per prevenire…ancora una volta si piangono i morti per frane e alluvioni…ancora una volta ci si chiede quanto ancora bisognerà aspettare e quanti altri morti bisognerà piangere per i finanziamenti promessi destinati alla messa in sicurezza del territorio e alla prevenzione del dissesto idrogeologico.

Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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