Allarme ozono: tutte le città a rischio e i consigli per proteggersi

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Fa caldo! Le previsioni lo avevano detto: tra oggi e domani il picco di calore e, nonostante avessimo sperato fino all’ultimo in un errore, bisogna rassegnarsi all’evidenza: già da stamane le temperature si stanno assestando su livelli africani. Colpa dell’anticiclone proveniente dal continente nero che sta facendo letteralmente boccheggiare soprattutto in città. Ma è proprio nelle città che scatta un altro allarme, tipico in questi casi: quello dell’ozono. A denunciare l‘irrespirabilità dell’aria e l’emergenza in molte città italiane è Legambiente con la campagna “Ozono ti tengo d’occhio“, realizzata insieme al portale www.lamiaaria.it.

Sarebbero già 15 su 55 i capoluoghi di provincia monitorati dall’associazione che hanno oltrepassato la soglia annuale di 25 giorni di superamento giornaliero di ozono fissato dalla normativa che sarà in vigore dal prossimo anno per la tutela della salute umana.

È soprattutto al nord che l’aria è più irrespirabile: a guidare la classifica, stilata a partire dal 1 gennaio 2009, c’è Novara con 45 giorni di ozono off-limits a cui fanno seguito Alessandria, Lecco e Mantova con 36, Matera e Ferrara (34), Vercelli (33), Asti (31), Bergamo (30), Campobasso (29), Brescia e Cuneo (28), Varese (27), Reggio Emilia e Udine (26).

Questo fenomeno è prodotto soprattutto dalle emissioni dei veicoli a motore, dai processi di combustione e dai solventi chimici, che in presenza di un forte irraggiamento solare, come avviene d’estate, scatenano una serie di reazioni chimiche responsabili della formazione del gas che può danneggiare la salute degli esseri umani con gravi conseguenze sull’apparato respiratorio e polmonare.

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Per questo le amministrazioni locali sono obbligate ad avvisare la popolazione quando il livello di concentrazione supera anche solo i limiti della cosiddetta “soglia di informazione” ovvero la media di un’ora superiore a 180 µg/m³ misurata per tre ore consecutive. E non pensate che andare in un parco o rifugiarsi in montagna possa essere la soluzione, perché questo tipo di inquinamento si diffonde con facilità e a grande distanza, concentrandosi anche in luoghi comunemente immuni da inquinamento come le aree verdi urbane ed extraurbane (il cosiddetto Paradosso del giardino).

Ma quali sintomi provoca l’ozono e cosa fare allora per proteggersi?

L’esposizione a elevati livelli di ozono può provocare irritazione agli occhi, gola e polmoni che si aggiungono ai disagi già legati alle alte temperature. Particolarmente sensibili alla sua esposizione, gli anziani, le persone affette da malattie cardiovascolari e i bambini, in estate molto spesso impegnati in attività fisiche intense e all’aperto.

I consigli sono sempre quelli: trascorrere le ore più calde della giornata in casa e lontano dalle aree verdi, ventilare gli ambienti domestici nelle ore più fresche, ma soprattutto un’alimentazione ricca di vitamine e sali minerali come ad esempio il selenio.

Per saperne di più, sul sito LaMiaAria è stato allestito un Forum di discussione e la rubrica “Chiedi alle Istituzioni‘ nella quale i cittadini possono sottoporre i propri problemi relativi alla qualità dell’aria e la redazione LaMiaAria si impegna a trasmettere il quesito all’Istituzione competente”.

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Direttore responsabile ed editoriale di greenMe. Ha una laurea in Scienze della comunicazione e un'esperienza pluriennale negli uffici stampa. In greenMe ha trovato il modo di dare sfogo alla sua "natura" più vera.
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