Alga tossica, allarme in Sicilia: come riconoscerla e i sintomi

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È di nuovo allarme alga tossica sulle coste siciliane. Dal palermitano alla punta estrema dell’isola, si teme per il ritorno di una delle ospiti meno attese dell’estate, la famigerata Ostreopsis Ovata che già da qualche anno fa capolino sulle coste siciliane. I pronto soccorso palermitani hanno già registrato vari casi di allergia.

I sintomi avvertiti sono stati rinite, prurito, bolle sulla pelle, difficoltà respiratorie e senso di nausea, accompagnati a volte da una febbre passeggera e da malessere generale. Nulla di particolarmente grave ma meglio stare alla larga se si nota la presenza della microalga.

Intanto, l’Arpa Sicilia ha avviato il monitoraggio delle coste per capire quali sono quelle invase dall’alga, dove imporre il divieto di balneazione. I tecnici dell’Agenzia dovranno verificare se vengono superate le 10.000 cellule al litro. Allora, dopo due campionamento scatta il divieto.

A Palermo, nella zona di Vergine Maria l’Arpa ne ha riscontrato la presenza. Per questo il Comune l’ha già inserita nelle “zone sottoposte a controllo analitico” consigliando di non sostare nelle vicinanze.

L’ Ostreopsis Ovata è un’alga unicellulare tossica, che si è avvicinata dalle nostre parti per ragioni legate al clima: a spingerla dalle zone tropicali al Mediterraneo sono stati il moto ondoso ridotto dovuto al mare calmo e alla presenza di barriere artificiali, l’elevata temperatura dell’acqua (25°C o più), l’alta pressione atmosferica e i venti di mare con velocità sufficienti a trasportare le goccioline d’acqua.

Come fare a riconoscerla? A occhio nudo è possibile notare una sorta di schiuma opaca in superficie con una consistenza gelatinosa, la formazione di una pellicola scura dall’aspetto membranoso sugli scogli e su tutto ciò che si trova sul fondo.

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Nel caso di sospetta presenza di alghe tossiche, è meglio evitare di bagnarsi con l’acqua marina ed è consigliabile allontanarsi dalla spiaggia soprattutto per soggetti affetti da disturbi di tipo respiratorio (ad esempio gli asmatici) e per coloro che, abbiano avvertito in spiaggia, o nelle zone circostanti, sintomi di irritazione alle vie respiratorie, lacrimazione agli occhi o altri disturbi. “È stato accertato che basta allontanarsi alcune decine di metri per eliminare o attenuare i malesseri” spiega la Protezione civile.

Una nemica non solo dell’uomo ma anche degli organismi marini come i ricci e le stelle di mare, che possono perdere aculei e bracci.

Un fenomeno in costante aumento, come ha spiegato l’Istituto Superiore di Sanità. Tipico delle regioni tropicali, si è spostato nel Mediterraneo dove “si è assistito alla proliferazione dell’Ostreopsis ovata, che solitamente vive sulla superficie delle macroalghe rosse e brune presenti sul fondo del mare”.

Per conoscere le spiagge che verranno sottoposte al monitoraggio dell’Arpa, clicca qui

Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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